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I carabinieri sfiduciano il Governo

carabinieri“I carabinieri rimandano al governo le belle parole e i ringraziamenti ipocriti”. Non era mai successo che l’organo di rappresentanza dei carabinieri si esprimesse con tanta durezza. Più che un comunicato stampa, quello dei militari è uno schiaffo ad un “un esecutivo che continua imperterrito a penalizzarci economicamente per giustificare i propri sprechi”.

Dopo la fatica e gli scontri di piazza, e dopo i tagli del governo al comparto sicurezza, i ringraziamenti da parte del presidente del consiglio per i sacrifici sopportati durante le proteste di Roma sono stati la goccia che ha fatto traboccare il vaso. “Davvero troppa grazia!” canzona con un tono inaudito il sindacato dei carabinieri. “Infatti, questo stesso governo, il giorno prima [dei ringraziamenti n.d.r. ] ha approvato all’unanimità un disegno di Legge con ulteriori tagli alle spese di ordine e sicurezza pubblica”. Alle proteste di polizia ed esercito si è, perciò, aggiunta la voce della Benemerita i cui carabbinieri sono “stufi” di rischiare l’incolumità “per sette euro all’ora” e sono “stanchi di sottacere e di subire le imposizioni di un Governo che continua imperterrito a penalizzarli economicamente per giustificare i propri sprechi (auto blu con scorta, autisti/maggiordomi, segretari, vigilanze, etc)”. Il Governo, rincara il Cocer, continua a chiedere “sacrifici” ai carabinieri ma “alla nostra classe politica non interessa che durante questi servizi il carabiniere il più delle volte non mangi, oppure lavori dodici ore continuative senza percepire straordinario e in condizioni a dir poco aberranti […]. A loro interessa solo tagliare le spese per questi servizi”. E con i soldi risparmiati, “aumentare i propri privilegi”. Infatti “garantire sicurezza, per i carabinieri vuol dire lavorare gratis, per i nostri amabili parlamentari vuol dire aumento di servizi di esclusiva utilità”. Servizi “gratuiti perché pagati con i sacrifici dei cittadini tutti e con i tagli ai servitori dello Stato”. Tagli, affonda il documento – praticamnente,un voto di sfiducia dell’Arma sul governo –  che “è gravemente compromessa” nonostante rimanga “al primo posto in Europa”. Al danno, sottolineano i carabinieri con livore, si aggiunge la beffa. “Il governo taglia sulla sicurezza, ma non si dimentica di finanziare la festa delle Forze Armate del prossimo 4 novembre”. Una scelta in linea con l’impegno “del governo a salvaguardare l’apparenza più che la sostanza: si sa, le foto ricordo durante queste manifestazioni possono valere più di cento parole, facendo percepire agli ignari cittadini una vicinanza al comparto sicurezza e difesa di fatto inesistente! Con i tagli alle spese dell’ordine e sicurezza pubblica” condanna il Cocer “il governo ha dimostrato tutti i limiti della sua azione”. Una mancanza ancora più grave visto che sono proprio le scelte di una classe politica impegnata a proteggere i proprio privilegi a farci scivolare nel “nel pieno ciclone”. il riferimento non è solo ai fatti di Roma, ma sembra alludere ai previsti scontri in Val di Susa e al profilarsi del già evocato Autunno caldo. D’ora in avanti, si augurano i carabinieri, dovrà essere “garantita “in primis” l’incolumità del personale in divisa”. Il motivo è che sono i “sacrifici dei carabinieri a garantire la giustizia sociale ed i diritti del cittadino[…]imperativo categorico di un Paese civile. Ma qui” termina lapidario il documento ” di civile non è rimasto proprio nulla”. E chissà se i carabinieri avranno voglia di difenderlo ancora per molto tempo.

Tommaso Vesentini

 

 

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