La Pasqua dei nostri Marò. L’India verso nuove indagini

Prima la messa, poi il pranzo nella residenza dell’ addetto militare. E’ trascorsa così la Pasqua indiana di Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, in un clima certo non di festa ma di coscienza e rispetto per la ricorrenza religiosa.  I due fucilieri del Battaglione San Marco erano stati ‘rimpatriati’ in India, dove sono detenuti in attesa di essere processati per l’uccisione di due pescatori, scambiati per pirati, avvenuta in acque internazionali, dieci giorni fa. La retromarcia del Governo italiano che li aveva trattenuti oltre la scadenza dei quindici giorni accordati per la trasferta in occasione delle elezioni, era avvenuta dopo che Palazzo Chigi ha ottenuto dalle autorità indiane l’assicurazione scritta che, in caso di condanna dei due fucilieri di Marina, non verrà applicata la pena di morte.

Accompagnati dall’ ambasciatore d’ Italia Daniele Mancini, i marò hanno assistito ad una messa celebrata dall’ arcivescovo di New Delhi, Salvatore Pennacchio, da una loggia superiore della chiesa ospitata dalla Nunziatura, e si sono diretti al termine del rito nella residenza dell’ addetto militare Franco Favre, dove hanno pranzato e trascorso parte del pomeriggio.
Nelle conversazioni è stato tema obbligato l’ udienza fissata per martedi’ dalla Corte Suprema da cui dovrebbero scaturire indicazioni per far avanzare la costituzione del tribunale ad hoc anche, a quanto e’ emerso oggi dai giornali di Delhi, attraverso l’ avvio di una nuova inchiesta sui fatti realizzata dall’ Agenzia nazionale di investigazione (Nia).
L’ ipotesi è stata accolta con favore dai legali italiani che assistono il team di difensori indiani. Da parte sua il ministro dell’ Interno del Kerala, Thiruvanchoor Radhakrishnan, ha detto che la polizia keralese (che condusse un’ inchiesta annullata per mancanza di giurisdizione) collaborerà volentieri con la Nia.
Infine il presidente dell’ Associazione dei pescatori del Kerala, T. Peter, ha chiesto che accanto al tribunale ad hoc di Delhi se ne costituisca un secondo in Kerala perché i pescatori dello Stato non hanno risorse per viaggiare fino alla capitale.

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