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Macabra processione a Misurata

misurata-cartinaMacabra processione, non si può definire altrimenti quello che sta accadendo nelle ultime ore a Misurata dove i corpi di Gheddafi e del figlio Motassim vengono esposti al pubblico. L’ex leader ed il primogenito morti durante la cattura di giovedì, giacciono sul pavimento di una cella frigorifera coperti alla meno peggio. Uomini armati fanno entrare nella cella poche persone alla volta.

In quattro o cinque, uomini e donne, una mascherina bianca a proteggersi le vie respiratorie, vengono a vedere da vicino i corpi, a toccare con mano la fine del triste capitolo che è costato la vita a tanta gente. La processione è organizzatissima, ci ricorda quella che a Roma è avvenuta per visitare le spoglie dell’ultimo Pontefice. Qui il motivo è del tutto diverso. Macabro certo, ma bisogna immedesimarsi in chi ha vissuto l’inferno degli ultimi mesi per comprenderlo. Intanto la notizia che non si svolgerà nessun processo a carico del giustiziere del leader Libico è certa, come quella che non verrà eseguita nessuna autopsia sul corpo nonostante gli appelli della moglie del Raìs che continua a chiedere giustizia e le Nazioni Unite che pare abbiano palesato l’intenzione di aprire un inchiesta. E continuano ancora i dibattiti tra chi è ben felice di sapere Gheddafi morto e chi invece avrebbe voluto fosse processato da un tribunale equo. Ormai c’è poco da discutere il Raìs porterà i suoi segreti nella tomba almeno che qualcosa sui tanti rapporti che hanno coinvolto la Libia con il resto del mondo non trapeli dai dossier che verranno esaminati. Le truppe leali al defunto leader avrebbero intanto designato il ‘delfino’ Saif-al-Islam, secondogenito di Gheddafi che a quanto pare sarebbe riuscito a mettersi al sicuro in Niger, quale suo legittimo successore. 

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