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I R.E.M: ci sono e non ci sono

remSolo un mese fa la celebre band statunitense dei R.E.M. ha annunciato il suo ritiro dalle scene ed ora è già pronto un “Best Of” contenente anche un singolo inedito.

Infatti lunedì 17 ottobre viene lanciato nelle radio e messo in vendita il brano “We all go back to where belong”, l’ultima canzone originale della formazione di Athens (Georgia) che ha scritto importanti pagine della storia del pop rock internazionale degli ultimi trenta anni.
Il pezzo, una ballata semi acustica morbida e nostalgicamente dolce in classico stile del gruppo, fa parte di una corposa raccolta intolata “Part Truth Part Garbage (1982-2011)”, doppio cd che vedrà la luce il 15 novembre e che propone le migliori e più celebri composizioni dagli esordi fino ai giorni nostri.
Una vera celebrazione del tutto meritata perché il quartetto  il successo se l’è conquistato con una carriera partita in ambito underground nei primi ’80 (il primo album “Murmur” è del 1983, pubblicato dopo il singolo “Radio Free Europe” e l’ep “Chronic Town”) e che ha avuto la sua reale consacrazione solo all’inizio del decennio successivo grazie ad un singolo tormentone, quanto di qualità eccelsa, quale “Losing my religion”, canzone che li ha fatti conoscere al mondo intero e ad una vasta platea che in buona parte, fino ad allora, li aveva ignorati.
Era il 1991 e “Out of time”, l’album che conteneva quella storica hit, segna il salto di notorietà della band che ora ha la possibilità di evidenziare a tutti quanto siano abili autori di tante splendide canzoni e non solo di un fortunato 45 giri.
Molto spesso film, telefilm, spot, servizi giornalistici, utilizzano come colonna sonora la musica dei R.E.M., band composta da anti star molto anonime nel look quanto sincere nella proposta.
Ed è proprio questo che piace ai loro sempre più numerosi fans, così affascinati dalle loro melodie che regalano, per contrasto, un atavico senso di nostalgia quanto un’inebriante carica energica, grazie anche al carisma sempre molto garbato del cantante Michael Stipe.
Per certi versi nei R.E.M. si manifestano perfettamente i sentimenti e le tensioni della gente comune, di quella che non conquista mai le prime pagine per fatti di cronaca strabilianti, ma che vive quotidianamente nella società con tutte le sue gioie e i suoi dolori.
Anche il quartetto ha poi dovuto subire momenti preoccupanti come quando il loro batterista Bill Berry fu colpito da aneurisma cerebrale nel 1995, durante un concerto a Losanna per il tour del disco “Monster”.
Nonostante il brutto inconveniente, che per fortuna si risolverà al meglio con Berry che piano piano si riprenderà tornando addirittura a suonare, i R.E.M. trovano la forza per continuare e per portare avanti una macchina che produce tanti soldi quanto tanta bella arte.
Ma proprio in questo 2011 si arriva al capolinea serenamente, con la band ben conscia che forse stava iniziando troppo a ripetere sé stessa senza reali scossoni innovativi.
In questi casi è sempre meglio lasciare un bellissimo ricordo di quanto si è creato, magari ripartendo proprio dall’ascolto di questo cofanetto prossimo alla pubblicazione.

Gianluca Polverari

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