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I voti dei rom alle primarie del Pd

Sembra che per far vincere Ignazio Marino, il candidato del centrosinistra alle comunali di maggio a Roma, ci siano voluti anche i voti dei rom.  Se il popolo delle primarie chiamato al voto nella domenica successiva alla Pasqua, circa centomila persone, ha decretato la  vittoria  del medico genovese sugli altri cinque concorrenti: David Sassoli,  Paolo Gentiloni; Gemma Azuni, Patrizia Prestipino e Mattia Di Tommaso,  c’è da rimarcare come fatto poco ortodosso e che fa pensare ad un possibile voto di scambio le lunghe file di rom ai gazebo allestiti per la selezione degli aspiranti sindaci di sinistra. L’allarme sulla presunta presenza di ‘infiltrati’ ai seggi, 231 sparsi per tutta la città, è stato lanciato da Cristiana Alicata, membro della direzione regionale del Pd Lazio, mentre le urne erano ancora aperte: “Le solite incredibili file di Rom che quando ci sono le primarie si scoprono appassionatissimi di politica” scrive su Facebook . Poi, sempre sul social network, risponde a qualcuno che la tacciava di razzismo: “Il razzismo non c’entra nulla. Sono voti comprati. Punto. Scambiare per razzismo il denunciare strani movimenti in alcuni seggi delle primarie, oltre tutto noto a tutti, è ipocrita. La democrazia viene umiliata e offesa dal voto di scambio e la colpa è di chi lo denuncia, non di chi lo fa”.

Momenti di tensione si sono registrati in un seggio nel quartiere di Tor Bella Monaca per una lite tra esponenti del partito che avevano notato l’ arrivo e il conseguente voto di gruppi di stranieri, tra i quali bengalesi e africani. La violenta lite era nata perché alcuni testimoni sostenevano che fuori dal seggio avevano visto alcuni immigrati ‘ ricevere dei soldi’. A quel punto la lite aveva assunto toni molto accesi e la responsabile del seggio ha ritenuto indispensabile l’ intervento della polizia.

Rom e cittadini stranieri pagati per andare a votare? Forse. Secondo la Alicata non sarebbe “la prima volta che succedono queste cose, guarda il voto di Napoli con i cinesi. Il tema non è il razzismo, ma chi sfrutta gruppi poveri che abitano ai margini della città”. Qualcuno che li paga per andare votare? “Dipende – risponde – non sempre, a volte probabilmente questo capita, a volte c’è semplicemente un rapporto tra alcuni politici e quei gruppi. Bisognerebbe capire come avviene e perchè”.

Il centro destra, ca va sans dire, cavalca la notizia IN men che non si dica . E se l’ ‘indipendete di destra, componente del direttivo romano del Pdl,  Sabatani Schiuma si chiede se” le primarie sono di Roma o dei Rom?”, il segretario nazionale de La Destra Francesco Storace twitta: “Alle primarie romane del Pd accuse di irregolarità ai seggi e di compravendita di voti Rom. Aridatece Ciriaco (De Mita: un tempo il ‘padrino’ della Dc, oggi confluito nella Udc, ndr) “. ma “Non c’ è bisogno di insinuare una compravendita dei voti dei rom per spiegare la loro massiccia presenza ai seggi per le primarie del PD”, dichiara il senatore del Pdl Andrea Augello. Seondo lui la spiegazione è semplice: “alcune associazioni e cooperative che hanno visto come fumo negli occhi la costante azione di difesa della legalità svolta dalla giunta Alemanno attraverso la chiusura di vergogne nazionali, come Tor de’ Cenci e Casilino 900, stanno mobilitando la loro base nei campi nomadi per far pesare i loro voti sul vincitore. Questo mondo, che non ha perfino esitato a difendere i rom milionari scoperti dalla amministrazione di Roma capitale tra la popolazione assistita nei campi, vede nelle prossime elezioni la possibilità di una restaurazione di un recente passato, fatto di insediamenti abusivi, assoluta tolleranza per la illegalità e assenza di qualsiasi seria regolamentazione di questa materia”. Per Augello questo è sufficiente a spiegare la presenza massiccia di nomadi ai seggi.  In ogni caso, “è molto grave quanto affermato dalla dirigente del Pd Alicata – dichiara in una nota il vice sindaco Sveva Belviso – “A meno che non si tratti di attacchi trasversali fra le diverse anime del Pd”, precisa invitando formalmente la Alicata a fornire le informazioni in suo possesso “anche perché ci troveremMo di fronte ad attività illegali”. “Comunque -conclude Belviso- già domani avvierò un’ indagine interna per capire se ci siano stati strani o sospetti movimenti nei villaggi autorizzati di Roma Capitale e se confermati, denunceremo eventuali irregolarità alla Procura della Repubblica”. Se, invece, qualcuno fosse davvero al corrente di una estesa attività di voto di scambino nei campi nomadi, al fine di influenzare l’ esito delle primarie di oggi, avrebbe il dovere di denunciare la natura e le modalità di episodi di questo genere, senza limitarsi ad accuse generiche”.

Per la serie: un’altra gran ‘bella’ pagina che qualche storiografo annoterà per tramandarla alle generazioni future.

 

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