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Il 2015 per Renzi: “riforme e ottimismo”

Un anno all’insegna dell’ottimismo e della voglia di risalire la china. Per l’Italia e gli italiani. È questa l’immagine che stamattina il presidente del Consiglio Matteo Renzi  nell’appuntamento annuale ha fatto del nostro Paese, nelle pennellate descrittive della situazione economica, sociale e politica italiana le luci prevalgono sulle ombre. Economia in ripresa, un ruolo più incisivo della politica internazionale, dialogo serrato ma costruttivo con l’Europa: sono questi i tre punti cardine sottolineati dal premier.

“È stato un buon anno, un segno che finalmente torna ad essere positivo”. Punto per punto, slide dopo slide, il premier enumera le varie sfide lanciate e vinte dall’esecutivo in questo 2015.

Confermate le amministrative a Roma per il 2016: “Questo tipo di elucubrazione che esponenti 5 stelle hanno avuto modo di esprimere, ‘hanno talmente paura che rinviano le elezioni’, è un’allucinazione, una visione allucinogena”.

Europa e immigrazione.  Se è vero che “l’Italia non chiede sconti”, ha affermato il premier, è altrettanto vero che chiede altrettanto rispetto. Fondamentale è dunque che Bruxelles presti orecchio a un’Italia che chiede maggiore flessibilità sulla maglie della legge di Stabilità, cosa che il premier  dà “per scontato”.L’Europa deve cominciare a muoversi come un unico soggetto politico, non solo come soggetto economico. E La questione degli immigrati  è il suo un banco di  prova: “oggi ci sono meno immigrati dello scorso anno, il problema è diventato europeo, e questo è un risultato che non ci rende soddisfatti, ma ci permette di avere gli strumenti per togliere alcuni grandi luoghi comuni” ha spiegato Renzi.

Economia e disoccupazione.Si diceva che l’Italia era in stagnazione perenne: se guardiamo dati vediamo che il segno più torna a crescere: era previsto lo 0,7% e siamo allo 0,8″. Il tasso di occupazione è in calo ma “troppo alto, all’11,5%”. L’Italicum? Un capolavoro. “Oggi ci sono più tutele e più posti di lavoro. Un anno fa si diceva che non c’erano i numeri per la legge elettorale, e invece l’Italicum è legge: è stata l’operazione più complessa, ma è stato un capolavoro”, continua il premier, che aggiunge: “Gli 80 euro per le forze dell’ordine e la cancellazione della Tasi per la prima casa sono già realtà”.

Fallimento delle quattro banche (Etruria, Marche, Chieti e Ferrara). “Non non ci sarà nessun rimpasto” di governo, se mancherà qualche casella la copriremo”. Per quanto riguarda le riforme costituzionali: “Immaginiamo il referendum nel mese di ottobre 2016: se lo perdo, è fallita la mia politica”. I “detrattori” parlavano di Pubblica amministrazione e Scuola come realtà destinate all’immobilismo: “adesso la Buona Scuola è legge e anche i decreti riguardanti la l’amministrazione statale saranno attuati da gennaio ad agosto”.

Le Unioni civili, sono “un tema che va depurato da tensioni di natura politica stretta. E’ un tema che divide, anche dentro il Pd ci sono molte divisioni, e ce ne sono anche dentro FI. Ma io dico che dobbiamo portarle a casa, e che il 2016 non può che essere l’anno chiave.”.

Inquinamento.Siamo passati da piove governo ladro a non piove governo killer“.  “L’Italia ha ridotto le emissioni ultimi 25 anni, non è merito governo Renzi, di almeno un quarto rispetto al 1990. Non tutti Paesi europei hanno fatto la stessa cosa”. Smog. “Segnalo che l’Italia è il Paese dopo il Giappone dove si vive più a lungo”, ha detto Renzi, pur ammettendo che c’è ancora molto da fare. “Le centraline segnalano degli sforamenti su Pm 10 e polveri sottili, ma questi sforamenti dipendono da molte cause, il traffico è solo una”.

Macchine elettriche.  “Ci siamo dati un impegno: dalle poco meno di 2000 vorremmo passare a qualcosa come 20 mila colonnine di ricarica elettrica, per fare una mobilità sostenibile. Il rinnovo degli autobus è un altro pezzo. L’efficientamento energetico negli alloggi popolari è un altro“.

“Se il 2015 è stato l’anno delle riforme, il 2016 sarà l’anno dei valori”, sottolinea Renzi che aggiunge: “Quello del premier sarà il mio ultimo ruolo pubblico come è naturale che sia”.

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