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Il cane ama, gioisce e soffre come noi

“Anche i cani sono persone”.  Affermazione, o invece manca il punto di domanda?Una frase volutamente ad effetto? Niente affatto: è il risultato degli esperimenti condotti negli ultimi due anni da Gregory Berns, professore di neuroeconomia alla Emory University di Atlanta, Georgia. Dalle risonanze magnetiche effettuate su cani non sedati (non è possibile studiare le funzioni di un cervello di un animale anestetizzato, per lo meno non quelle che attengono alla percezione e all’emozione) e non legati, per determinare il funzionamento del cervello dell’animale e le relative reazioni a stimoli come il saluto o il ritorno del padrone, i ricercatori sembra siano riusciti a capire cosa pensano di noi i nostri amici a quattro zampe.

‘Pilota’ dell’esperimento è stato proprio il cane di Berns, un terrier nero di nome Callie salvato da un rifugio. Con l’aiuto di un addestratore di cani, Callie è entrato nel tunnel dell’apparecchio per Rm, installato nell’appartamento del padrone. Ha ‘indossato’ gli strumenti opportuni (cuffie e casco), ed è rimasto immobile per trenta secondi, nonostante i 95 decibel di rumore prodotti dalla macchina. Le prime risposte appartengono quindi al cervello di Callie, ma gli esperimenti successivi, non ancora pubblicati, condotti su una dozzina di ‘Fido’, sono stati in grado di determinare quali parti del cervello del cane distinguano gli odori di altri cani e di esseri umani conosciuti e non. E per quanto prematuro sembri si può già sostenere con una certa sicurezza la sorprendente somiglianza tra  cani ed esseri umani nella funzione e struttura del nucleo caudato, la parte del cervello responsabile dell’apprendimento, della memoria, della comprensione del linguaggio e del controllo motorio.  Nel paziente quadrupede si è registrato un aumento di attività in corrispondenza agli odori del cibo e delle persone ‘di famiglia’: analogamente a quanto succede all’essere umano. Anche nel cane il nucleo caudato reagisce ad emozioni positive ed è verosimile dedurre che provi qualcosa di ben diverso dalla semplice stimolazione all’esposizione, ma elaborino dei veri e propri sentimenti sulla base dell’osservazione della realtà.

C’è dunque da chiedersi in maniera più concreta se anche i cani sono persone?. In attesa di ulteriori accertamenti, per ora limitiamoci a lodare del cane la sua fedeltà “un dono prezioso che impone obblighi morali non meno impegnativi dell’amicizia con un essere umano”, dice Konrad Lorenz. E manteniamo l’impegno di trattarlo con il rispetto e la cura che gli si devono.

 

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