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Il Colosseo “rinasce” tra le star

antonac“Dentro questa magia saremo eterni”, dice Biagio Antonacci. E poi intona “Eternità, uno dei suoi successi, il cui titolo si intona perfettamente alla location dello show: il Colosseo. Dopo Paul McCartney e Andrea Bocelli, anche il cantautore milanese si esibisce tra le antiche pietre dell’anfiteatro Flavio al concerto per l’Unesco, in diretta su Sky Primafila. Il ricavato (130 mila euro solo l’incasso dei 600 biglietti venduti) andrà a finanziare borse di studio per giovani archeologi provenienti da paesi in stato di guerra, come Libia e Afghanistan.

“Come siamo belli , che meraviglia, questa cosa è per sempre”, esclama Biagio – che per la performance non ha percepito alcun cachet – rivolgendosi al pubblico che canta insieme a lui. Ma si canta anche fuori dall’anfiteatro, dove sono assiepate almeno 400 persone, tutti suoi fan. E poi: “Vorrei mandare il primo segnale di solidarieta”, dice annunciando il numero solidale, 45503, tramite il quale fare donazioni di due euro. “Contribuiamo tutti, intanto mi piace questo concerto confidenziale, vi voglio bene”, afferma Biagio sorridente, tra un successo e l’altro. E così scorrono uno dietro l’altro 21 brani, tutti riarrangiati acusticamente, tra cui anche Amore bello, scritta nel 1972 da Mogol e Battisti per Bruno Lauzi (“da piccolo o sempre cercato di cantarla, non ci sono mai riuscito, speriamo stasera di riuscirci”, racconta). E poi Inaspettata, Lascia stare, Non ci facciamo compagnia, Se è vero che ci sei e Convivendo, per chiudere con Iris. “Siamo nel centro del mondo, al Colosseo”, dice entusiasta tra un verso e l’altro; va tra il pubblico, saluta una bimba in prima fila, Margherita, che gli regala un fiore rosa; canta con i fan, stringe mani, parla con una fan spagnola al cellulare. Saluta con affetto i tanti ragazzi in piccionaia che hanno pagato 150 euro per assistere al concerto (i posti in platea 300, 250 e 200 euro). E ringrazia, ringrazia tutti, mille volte. In platea Raoul Bova con la moglie, la stilista Alberta Ferretti, Gaetano Curreri degli Stadio, la presidente della Regione Lazio Renata Polverini, il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi, l’ambasciatore Maurizio Melani, direttore generale per la promozione del sistema Paese del ministero degli Esteri, il direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del Ministero dei Beni culturali Mario Resca, i sottosegretari ai Beni culturali Francesco Giro e Riccardo Villari, il Prof. Marco Mancini, presidente della Crui (Conferenza Rettori Italiani) Organizzato dalla Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco in collaborazione con il Ministero dei Beni culturali e la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, il concerto è andato in onda in esclusiva e in diretta su Sky Primafila in pay per view a sei euro, e anche in questo caso l’incasso andrà all’Unesco. “Non è solo il casco blu dell’Onu a portare la pace. Lo fa anche la cultura”, afferma il presidente della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco Giovanni Puglisi prima del concerto. L’auspicio è vedere al Colosseo altri artisti disponibili e validi come Biagio. Peccato però che, prima di vedere un altro Big in una cornice così unica, bisognerà aspettare qualche anno: a fine settembre partirà il restauro integrale – da 25 milioni di euro finanziati dalla Tod’s di Della Valle – del simbolo di una delle più grandi civiltà e culture mai esistite che stasera ha riaperto le porte al pop. “Una volta in questo luogo scorreva il sangue, oggi qui c’é la musica”.

di Elisabetta Malvagna

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