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Ilva, disastro ambientale: 47 rinviati a giudizio

L’ex presidente della Regione Puglia Nichi Vendola tra gli imputati rinviati a giudizio insieme ad altre 47 persone e tre società dal  gup del tribunale di Taranto Vilma Gilli per l’inchiesta sul presunto disastro ambientale provocato dall’Ilva. Il processo comincerà il 20 ottobre e prenderà in considerazione i fatti avvenuti tra tra il 22 giugno del 2000 e il 28 marzo 2011.

Vendola è accusato di concussione aggravata in concorso con l’ex responsabile Rapporti istituzionali dell’Ilva Girolamo Archinà,l’ex vice presidente di Riva Fire Fabio Riva, l’ex direttore dello stabilimento siderurgico di Taranto Luigi Capogrosso e il legale dell’Ilva Francesco Perli.

Secondo la Procura l’ex governatore con la complicità del direttore generale di Arpa Puglia (Agenzia regionale di protezione ambientale) Giorgio Assennato, anche lui rinviato a giudizio,  avrebbe favorito una maggiore “flessibilità” dell’agenzia stessa nei confronti delle emissioni nocive prodotte dall’Ilva, minacciando la non riconferma di Assennato, il cui mandato scadeva a febbraio 2011. L’azienda avrebbe dunque continuato a produrre senza risentire di alcuna riduzione nell’emissione di sostanze inquinanti, come suggetito dalla nota dell’Arpa del 21 giugno 2010. Assolto l’ex assessore regionale all’Ambiente Lorenzo Nicastro dall’accusa di favoreggiamento personale.

“Sarei insincero se dicessi, come si usa fare in queste circostanze, che sono sereno – commenta Vendola – “Sento come insopportabile la ferita che mi viene inferta da un’accusa che cancella la verità storica dei fatti: quella verità è scritta in migliaia di atti, di documenti, di fatti. Io ho rappresentato la prima e l’unica classe dirigente che ha sfidato l’onnipotenza dell’Ilva e che ha prodotto leggi regionali all’avanguardia per il contrasto dell’inquinamento ambientale a Taranto”.

Soddisfatto invece il coportavoce nazionale dei Verdi, Angelo Bonelli: “La decisione del gup è un fatto importante per la città di Taranto e per tutto il popolo inquinati”.

A Taranto, la città dei velenicontinua Bonelli – la città dei veleni in cui 30 persone ogni anno perdono la vita a causa dell’inquinamento, i bambini si ammalano di tumore del +54 per cento in più rispetto alla media pugliese, la diossina ha contaminato la catena alimentare e gli operai muoiono in fabbrica per gravi incidenti sul lavoro, potrà cominciare a sperare di avere giustizia. E questo processo sarà il più importante nella storia della Repubblica italiana”.

P.M.

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