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Incendi: 26 ettari di bosco in fiamme con danni incalcolabili

Le fiamme avvolgono il Paese da diversi giorni. Brucia la Toscana, il Vesuvio con la pregiata oasi degli Astroni, il ‘giardino segreto’ nel cuore di Napoli; brucia il Cilento e la pineta di Castel Fusano, il polmone verde alle porte di Roma, dove sono stati ridotti in cenere ben 200 ettari di bosco. L’Italia arde, mai come in questa estate 2017, dove in sette giorni è andata in fumo la stessa area di tutto il 2016,  e i continui roghi stanno mettendo in ginocchio l’economia e il paesaggio.

Un danno incalcolabile, anzi forse una stima si può cercare di farla: secondo il Coordinamento Forestazione dell’Alleanza delle Cooperative, ogni ettaro di bosco distrutto dal fuoco, costa alla collettività circa 20mila euro tra attività di spegnimento e rinverdimento, smaltimento dei residui e legna perduta nell’incendio. Se pensiamo che solo nelle ultime settimane sono andati distrutti più di 26mila ettari di boschi, il conto complessivo supera le centinaia di milioni di euro.

E incalcolabile, stavolta davvero, il danno ambientale e paesaggistico: per ricostruire i boschi andati a fuoco, secondo la Coldiretti ci vorranno almeno 15 anni. Nel frattempo, le aree bruciate, non assorbiranno più anidride carbonica, né forniranno legna o frutti, senza contare che per ogni ettaro di macchia mediterranea andato in fumo muoiono in media 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili. Migliaia le varietà vegetali danneggiate dagli incendi come i boschi di querce, di faggio, di castagno, di cerro, ma anche i funghi e le erbe aromatiche.

Gravi anche i danni diretti registrati da agriturismi, alle coltivazioni agricole e le perdite di animali con la distruzione di numerosi fabbricati rurali. Anche specialità alimentari tradizionali sono andate perse come vigneti, oliveti e pascoli.

Un costo drammatico che l’Italia è costretta ad affrontare. Sul banco degli imputati, insieme al dolo e alla siccità, c’è la mancata opera di prevenzione, con 12 miliardi di alberi dei boschi italiani che, a causa dell’incuria e dell’abbandono, sono diventati infatti vere giungle ingovernabili in preda ai piromani. Siamo di fronte all’inarrestabile avanzata della foresta che senza alcun controllo si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai più di 1/3 della superficie nazionale con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza.

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