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Indignati: Roma a ferro e fuoco

indignati-roma-15-ottobre_650x435Facce insanguinate, mani tremanti, lo shock e il terrore negli occhi. Una giornata di protesta globale, indirizzata contro banche e potere economico, a Roma si è trasformata in un incubo lungo cinque ore.

Con un bilancio di 70 feriti, di cui tre gravi, 20 fermati, 12 arresti. Decine di auto date alle fiamme, vetrine infrante e negozi saccheggiati. È finita dunque molto male una manifestazione che aveva avuto anche il benestare del governatore della Banca d’Italia Draghi per il quale «se siamo arrabbiati noi per la crisi, figuriamoci loro che sono giovani, che hanno venti o trent’anni e sono senza prospettive». Preparata da mesi, pianificata utilizzando i social network, a Roma ha visto scatenarsi una violenza che nelle altre 900 città del mondo dove si sono svolte eguali manifestazioni non si è registrata.

Tutta colpa di centinaia, forse qualche migliaio, di black block, infiltrati tra i duecentomila del corteo che ha sfilato per le strade del centro della Capitale, che in momenti diversi sono usciti allo scoperto per compiere numerose azioni vandaliche fino alle cariche in piazza San Giovanni contro Polizia e Carabinieri.

E mentre da parte del mondo della politica è arrivata subito la condanna unanime – il presidente della Repubblica ha parlato di «violenze inammissibili», mentre per gli «incredibili livelli di violenza, segnale preoccupante per la convivenza civile» Berlusconi chiede che vengano «individuati e puniti i violenti» – Roma il giorno dopo, quando sono ancora ben evidenti i segni della guerriglia urbana cui è stata sottoposta nonostante il pronto intervento delle squadre per ripulire la città, non ha ancora ben chiari i pesanti costi della distruzione in un sabato di straordinaria follia.

Adesso ad essere indignata è la città di Roma con tutti i suoi cittadini: «Tutta Roma è indignata per quello che è successo – ha detto il sindaco Gianni Alemanno – Ci domandiamo: chi paga tutto questo? Queste persone saranno assicurate alla giustizia? Si riuscirà ad arrestarli, per evitare che ripetano questi gesti?». Alemanno finita la guerriglia urbana ha fatto un sopralluogo a San Giovanni per constatare di persona i segni della devastazione in una delle piazze che sono state terreno degli scontri più violenti. «Dobbiamo fare una riflessione e pretendere che venga fatta giustizia a tutti – ha precisato – anche ai manifestanti a cui è stato impedito di manifestare pacificamente. Dobbiamo isolare queste bestie e richiediamo un’attenzione forte da parte dello Stato. Nei confronti dei violenti non ci deve essere nessuna solidarietà: devono essere colpiti duramente. Lo scorso 14 dicembre – ha aggiunto – persone che furono fermate per avere devastato la città furono rilasciate il giorno dopo. Quell’ esempio non va ripetuto. Quelli che hanno davvero commesso violenze – ha concluso il Sindaco – devono pagare con la galera».

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