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Intifada: il Quartetto non va a Gerusalemme e Ramallah

La violenza esplosa tra israeliani e palestinesi nelle scorse settimane, ribattezzata “Intifada dei coltelli”, non accenna a diminuire. Oggi a Gerusalemme si sono registrati tre attacchi; le vittime di parte palestinese hanno raggiunto il totale di 25, contro cinque di parte israeliana. Nove di loro sono stati uccisi dall’esercito durante tentativi di aggressione.

Alla luce dell’escalation di violenza, il Quartetto di Madrid – il gruppo formato da ONU, UE, USA e Russia durante la seconda Intifada per mediare nel processo di pace in Medio Orienteha annullato la visita a Gerusalemme e Ramallah prevista per i prossimi giorni, su insistenza israeliana.

I capi delle quattro diplomazie – coordinati da Federica Mogherini, Alto rappresentante UE per la politica estera e di sicurezza – avrebbero dovuto incontrare i funzionari di più alto livello dei governi di Israele e Palestina, e concordare un programma di misure per ristabilire un minimo di fiducia tra le parti, per contrastare e se possibile invertire l’impennata di violenza delle ultime settimane.

Secondo una fonte diplomatica rimasta anonima, riportata dal sito del quotidiano israeliano Haaretz, sarebbe stato il primo ministro di Tel Aviv Benjamin Netanyahu – che ricopre anche la carica di ministro degli Esteri – a insistere per rinviare la visita.

Domenica sera il premier ha parlato al telefono con Federica Mogherini. “Gli israeliani ci hanno detto che non è il momento giusto per parlare dei problemi”, riferisce la fonte di Haaretz, che poi suggerisce: “Probabilmente erano anche preoccupati che la visita dei rappresentanti del Quartetto aumentasse la pressione internazionale su Israele”.

Oggi pomeriggio è arrivato l’annuncio ufficiale: i ministri degli Esteri non andranno a Gerusalemme né a Ramallah, ma visiteranno altri stati mediorientali, anche se si riservano di rimettere in calendario un viaggio in Israele e Palestina nelle prossime due settimane.

Intanto sul campo gli episodi violenti continuano. A Gerusalemme un arabo armato di coltello ha tentato di aggredire un poliziotto israeliano, ma è stato ucciso dalle forze dell’ordine prima di riuscire a ferirlo. Secondo il sito del Times of Israel, sarebbe appena riuscito a strappare il rivestimento esterno del giubbotto antiproiettile dell’agente.

Ieri a Gaza una bambina di tre anni e sua madre, che era in attesa di un altro figlio, sono rimaste uccise quando la loro casa è stata colpita durante un bombardamento dell’aviazione israeliana. Il raid, che aveva come obiettivo un vicino stabilimento dove Hamas fabbricava armi, era stato ordinato come rappresaglia per il lancio di un razzo.

Di ieri anche la decisione della polizia dello Stato ebraico di richiamare in servizio centinaia di riservisti della guardia di frontiera, che saranno dislocati nelle città israeliane che ospitano le comunità arabe più numerose.

F.M.R.

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