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Isis: strage di copti in Egitto

L‘Isis ha approfittato di una delle festività più sentite dai cristiani, quella che ricorda l’entrata di Gesù a Gerusalemme prima di consegnarsi ai suoi carnefici, per fare strage di copti in due chiese, durante la funzione religiosa per la domenica delle Palme.

Nel messaggio di rivendicazione degli attacchi che hanno provocato decine di morti e centinaia di feriti, hanno scritto:

“I miscredenti devono capire che pagheranno con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi”.

I kamikaze dell’Isis hanno fatto strage di cristiani copti in due chiese: a Tanta, a nord del Cairo, e ad Alessandria, lasciando sul terreno almeno 45 morti e 118 feriti. La prima delle due esplosioni è avvenuta davanti chiesa copta Mar Girgis a Tanta (25 morti), la seconda davanti alla chiesa di San Marco ad Alessandria (almeno 18 morti) dove il papa copto, Tawadris, aveva detto messa poco prima dell’esplosione avvenuta all’esterno della chiesa.

In seguito ai gravissimi attentati in Egitto è stato proclamato lo stato di emergenza di tre mesi . Ad annunciarlo il presidente al Sisi. Lo stato d’emergenza sospende il diritto alle manifestazioni di ogni genere e le adunate di oltre cinque persone e estende i poteri delle forze di polizia. A fine mese, il 28 e 29 aprile, è in programma il viaggio di Papa Francesco nel paese nordafricano.

I due attentati di Tanta e di Alessandria sono stati definiti dal vescovo della diocesi Copto-Ortodossa di Roma, Barnaba El Soryanyatti sconsiderati che fanno sprofondare i miei fratelli nella tristezza e nello sconforto ed in più creano tanta disperazione nei giovani. L’efferatezza di questi gesti vuole far aumentare il terrore, la paura e il potere della morte sulla vita”.

Profondo cordoglio di Papa Francesco rivolto al papa copto e al popolo egiziano. Condanna di Abu Mazen. Il ministro Alfano ha espresso ‘orrore per i due attentati’.

I copti d’Egitto. Sono i cristiani egiziani nativi, un importante gruppo etnoreligioso nel paese. Sono circa otto milioni, il 10 per cento della popolazione, la più grande comunità cristiana del Medio Oriente, e la più importante minoranza del Paese dalle antichissime origini. I copti sono presenti in tutto il Paese e in tutte le categorie sociali, anche se loro si considerano fuori da alcuni settori come la giustizia, l’università o le forze dell’ordine. Il cristianesimo era la religione predominante nell’Egitto di epoca romana tra il IV e il VII secolo, fino alla conquista da parte dei musulmani, ed è rimasta la fede di una significativa minoranza della popolazione fino ad oggi. Dopo il concilio Vaticano II, Chiesa cattolica e Chiesa copta hanno iniziato un cammino ecumenico di dialogo che ha portato nel 1973 al primo incontro – dopo quindici secoli – tra papa Paolo VI ed il patriarca dei copti, Shenuda III. Insieme decisero di iniziare un dialogo teologico, il cui frutto principale è stata la dichiarazione comune del 12 febbraio 1988. La maggior parte dei copti aderisce alla Chiesa ortodossa copta. Il resto del gruppo è spartito tra la Chiesa cattolica copta e varie confessioni cristiane protestanti.

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