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Istat, a settembre frenata dell’occupazione in Italia

Frena la crescita dell’occupazione in Italia nel mese di settembre. A sostenerlo l’Istat che rileva come, dopo la crescita registrata negli ultimi tre mesi, “+0,7%, pari a +166 mila occupati tra giugno e agosto”, a settembre 2015 la stima degli occupati diminuisce dello 0,2% (-36 mila) anche se, rispetto a settembre 2014, sono in aumento dello 0,9% con 192 mila occupati in più.

Il calo, spiegano gli analisti, “riguarda sia i dipendenti (-26 mila) sia gli indipendenti (-10 mila). Il tasso di occupazione diminuisce di 0,1 punti percentuali, arrivando al 56,5%. Su base annua l’occupazione cresce dello 0,9% (+192 mila persone occupate) e il tasso di occupazione di 0,6 punti”.

Diminuisce dell’1,1% (-35 mila) anche la stima dei disoccupati, mentre “il tasso di disoccupazione, pari all’11,8%, cala di 0,1 punti percentuali, proseguendo il calo di luglio (-0,5 punti) e agosto (-0,1 punti). Nei dodici mesi la disoccupazione diminuisce dell’8,1% (-264 mila persone in cerca di lavoro) e il tasso di disoccupazione di 1,0 punti”.

Per quanto riguarda invece la stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, “dopo la crescita di luglio e il calo di agosto” si registra un aumento nell’ultimo mese dello 0,4% (+53 mila persone inattive). Il tasso di inattività, è pari al 35,8%, in aumento di 0,2 punti percentuali.

“Rispetto ai tre mesi precedenti – si legge ancora nel rilevamento dell’Istituto – nel periodo luglio-settembre 2015 il tasso di occupazione cresce (+0,2 punti percentuali), mentre calano il tasso di disoccupazione (-0,2 punti) e il tasso di inattività (-0,1 punti)”.

“I dati dell’Istat confermano un miglioramento strutturale del mercato del lavoro sotto il profilo della quantità e della qualità”. Così il ministro Giuliano Poletti ha commentato l’analisi diffusa oggi. ”Il leggero calo congiunturale degli occupati a settembre, che viene dopo tre

mesi di crescita sostenuta dell’occupazione, si inscrive nelle fisiologiche oscillazioni del mercato del lavoro” ha spiegato ancora. Secondo il ministro il miglioramento complessivo del quadro dell’occupazione “testimoniato anche dal forte e continuo calo di tutte le tipologie di cassa integrazione” dà il senso di “una ripresa ormai avviata e che le riforme intraprese dal governo puntano a consolidare e rafforzare”.

Più prudente, invece, la lettura dell’Ufficio Economico di Confesercenti che parla di “leggera doccia” e che vede il momento attuale come una “una fase di assestamento che, auspichiamo, preluda ad una ripartenza più decisa della nostra economia”.

“Sembrerebbe – si legge ancora nella nota diffusa – che parte del risultato relativo alla disoccupazione sia dovuto alla rinuncia da parte di una componente di persone, in particolare giovani, della ricerca di un lavoro, o di uno spostamento della ricerca verso l’estero”. “Oggi non arriva un segnale univoco e chiaro della ripresa in corso che però si percepisce nella ritrovata fiducia di famiglie ed imprese”.

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