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Istat: la coppia scoppia dopo 16 anni

La vita media di una coppia di persone regolarmente sposata è di 16 anni. Evidentemente è diminuita la capacità di sopportazione, in termini di durata nel tempo, e in misura direttamente proporzionale, anche se non correlata, anche il numero dei matrimoni. Nel 2014, come certifica l’Istat, in Italia sono stati celebrate 189.765 unioni, soprattutto civili, circa 4.300 in meno rispetto all’anno precedente, mentre nel quinquennio 2009-2013, la diminuzione è stata in media di oltre 10mila matrimoni l’anno, per un totale di circa 57.000 unità. Meno anche le unioni miste, dove almeno uno dei due coniugi è straniero: secondo i dati dell’Istituto statistico, sono stati 24 mila nel 2014 (il 12,8% delle nozze celebrate nel 2014),  1.850 unità di differenza sul 2013. In particolare, le unioni con un coniuge italiano e l’altro straniero sono state 17.506, e la tipologia prevalente è quella in cui è la sposa ad essere straniera: 13.661 nozze (il 78% di tutti i matrimoni misti). Una sposa straniera su due è cittadina di un paese dell’Est Europa.

Dunque, in Italia ci si  sposa meno, soprattutto civilmente, e il matrimonio dura neanche il tempo di vedere il proprio figlio superare l’età adolescenziale. Nel caso di matrimoni recenti, l’orticaria da convivenza forzata giunge invece verso i 10 anni. La separazione, comunque, coglie  sia l’uomo che la donna in età ancora fertile per ipotizzare di provare a commettere un altro errore: mediamente 47 anni per lui, intorno ai 44 per lei. Non disperino però gli ultracinquantenni che pensano di avere superato indenni i fatidici 16 anni di matrimonio stabiliti come lunghezza media secondo i dati elaborati sulla base del modello D3, compilato dall’Ufficiale di Stato Civile del Comune nel quale il matrimonio è stato celebrato: se a morire c’è sempre tempo, idem per la separazione. Continuano ad aumentare infatti gli ultrasessantenni che danno un calcio al passato di coppia davanti ad un avvocato.

Se i dati sinora elencati sono poco confortanti, ancora più sconfortante è sapere che al primo matrimonio si approda sempre più maturi: gli sposi hanno in media 34 anni e le spose 31. Lo sconforto deriva dal fatto che l’intenzione di unirsi legalmente dovrebbe essere stata precedentemente soppesata e valutata ampiamente. Ma, evidentemente, non è così.  Nello Stivale diviso in tre sezioni, al nord e al centro i matrimoni civili superano quelli religiosi che tengono, anche per tradizione, nel Mezzogiorno italiano.

I giovani hanno sempre meno voglia di sposarsi e tendono sempre di più a convivere: sempre secondo i dati forniti dall’Istat, le unioni di fatto sono più che raddoppiate dal 2008, superando il milione nel 2013-2014. In particolare, le convivenze more uxorio tra partner celibi e nubili arrivano a 641mila nel 2013-2014 e sono la componente che fa registrare gli incrementi più sostenuti, essendo cresciute quasi 10 volte rispetto al 1993-1994. A dimostrare ulteriormente che le unioni di fatto sono una modalità sempre più diffusa di formazione della famiglia, il dato che oltre un nato su quattro nel 2014 ha genitori non coniugati.

Può interessare chi è arrivato indenne, superandoli, ai cinquant’anni di età e, magari,  oltrepassato i ‘fatidici’ 16 calcolati sulle medie dall’Istat, sapere che per la separazione c’è sempre tempo anche dopo i sessant’anni di età, ma prima che sia necessaria una badante.

A.B.

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