pil410

Istat: economia in ripresa ma solo a fine 2014

Previsioni moderatamente buone per l’economia italiana: la caduta congiunturale del Pil, avviatasi nel terzo trimestre del 2011, dovrebbe arrestarsi nell’ultimo trimestre di quest’anno. Lo rileva l’Istat, in controtendenza rispetto alle valutazioni del governo che tuttavia replica: la ripresa sarà più stabile e robusta di quanto non dicano le statistiche. Con uno strascico polemico tutto da verificare sulla veridicità o meno dei dati, governo e istituto di rilevazione statistica confermano però sostanzialmente due cose: la prima, è che sembra essersi chiusa definitivamente la lunga discesa del prodotto interno lordo nazionale. La seconda è che ci sono ancora delle variabili da mettere sotto controllo attraverso la manovra di stabilità del governo, che ora ha passato il testimone al Parlamento.

Ma vediamo i dati. secondo le valutazioni dell’Istat, la variazione in media d’anno risulterebbe per il 2013 ancora fortemente negativa (-1,8%). Nel 2014, il Pil aumenterebbe dello 0,7%, mentre la domanda interna al netto delle scorte tornerebbe a fornire un contributo positivo (+0,4 punti percentuali) cui si accompagnerebbe a un aumento marginale della domanda estera netta (+0,2 punti percentuali) e a un lieve apporto delle scorte (+0,1 punti percentuali).

In crescita l’export. Il miglioramento previsto per i trimestri finali dell’anno in corso si rifletterebbe in un ritorno alla crescita delle esportazioni nel corso del 2014. In media d’anno, le vendite totali in volume aumenterebbero del 3,7%. Le esportazioni di merci beneficerebbero di un consolidamento della crescita nelle principali economie avanzate e di un miglioramento delle condizioni di domanda nelle maggiori economie dell’area euro. Prevista un’evoluzione favorevole delle ragioni di scambio, si consoliderebbe il surplus della bilancia dei beni e servizi, previsto attestarsi al 2,9% del Pil nel 2014.

Previsto anche un aumento dei consumi. Nell’anno in corso la crescita della spesa dei consumatori risulterebbe in diminuzione (-2,4%). Nel 2014, le persistenti criticità sul mercato del lavoro e la crescita limitata delle retribuzioni, impedirebbero un aumento robusto dei consumi (+0,2%). Continuerebbe l’aggiustamento dei piani di spesa delle famiglie, che, tuttavia, beneficerebbero di un moderato recupero del potere di acquisto, dovuto a un aumento del reddito disponibile associato a un incremento contenuto dei prezzi al consumo. Il miglioramento del reddito disponibile contribuirebbe anche alla prosecuzione del recupero del tasso di risparmio in atto dalla seconda metà del 2012.

Investimenti in recupero. Nel 2014, le prospettive di una leggera ripresa del ciclo produttivo determinerebbero anche un recupero dei tassi di accumulazione che tornerebbero su valori positivi (+2,2%). Gli investimenti privati risentirebbero dell’allentamento delle condizioni del credito determinate anche dal pagamento dei debiti commerciali accumulati dalle amministrazioni pubbliche nei confronti delle imprese. Al riguardo, il ministro dell’economia Saccomanni, intervistato sulle rilevazioni Istat ha affermato che in materia di rimborsi “le cose stanno funzionando e migliora finanziariamente, a favore delle imprese, il rapporto dare-avere con la P.A.”.

Sempre in sofferenza il mercato del lavoro, soprattutto sul  versante dell’occupazione giovanile. Nei mesi estivi la caduta dell’occupazione che ha caratterizzato la prima parte dell’anno si è arrestata, ma la situazione del mercato del lavoro permane fortemente deteriorata. Il calo misurato in termini di input di lavoro, proseguirebbe per tutto il 2013 (-1,6%), mentre per il 2014 è previsto un lento e graduale miglioramento (+0,1%) che seguirebbe la ripresa dell’attività economica. Il tasso di disoccupazione, in crescita sostenuta nella prima parte nell’anno, raggiungerebbe quota 12,1% nel 2013 e, seppur moderatamente, aumenterebbe anche nel 2014 (+12,4%).

L’ analisi dell’ Istat appare quindi a Giovannini, direttore dell’Istituto di statistica, “come uno stimolo per fare la legge di stabilita’”. A ricordare che la situazione è ancora difficile, è  intervenuto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, sottolineando che in questo momento le risorse “scarseggiano”; “la coperta – ha detto il Capo dello Stato – resterà corta anche se riusciremo con grande sforzo collettivo di responsabilità e di coesione a riaprirci presto un sentiero di crescita per l’ economia italiana nel quadro europeo e di alleggerimento del debito pubblico e del deficit di bilancio”.

 

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.