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Istat: sale ancora la disoccupazione giovanile

Sale il tasso di disoccupazione giovanile, mentre tra gli occupati aumentano le donne e gli ultracinquantenni. Lo rileva l’Istat, prendendo in considerazione il mese di novembre.  Il valore, spiega l’Istat, si attesta all’11,9% in aumento di 0,2 punti su base mensile e di 0,5 punti rispetto a novembre 2015, al livello più alto dopo giugno 2015.

A fare le spese della flessione del mondo del lavoro sono soprattutto i giovani, cioè la fascia tra i 15 e i 24, in continua ricerca di un lavoro che però non riescono a trovare, hanno spiegato i ricercatori. Dal punto di vista della natura dei rapporti di lavoro, aumentano gli indipendenti e i dipendenti permanenti, mentre calano i lavoratori a termine. Il tasso di occupazione è pari al 57,3%, in aumento di 0,1 punti percentuali rispetto a ottobre.

Se si prende in considerazione l‘intero trimestre (settembre-ottobre-novembre) i dati parlano chiaro: una sostanziale stazionarietà degli occupati, esaurita la spinta che si era vista nei mesi scorsi grazie agli sgravi fiscali. A Nel trimestre, infatti, “si registra un lieve calo degli occupati rispetto al trimestre precedente (-0,1%, pari a -21 mila). Il calo interessa gli uomini, le persone tra 15 e 49 anni e i lavoratori dipendenti, mentre si rilevano segnali di crescita per le donne e gli over 50” ((+453.000).

“Nessuna riforma del lavoro può funzionare – ha affermato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – fino a che i consumi restano al palo e questo per la semplice ragione che fino a che le famiglie non acquistano, le imprese non vendono e non necessitano, quindi, di lavoratori aggiuntivi”. Aumentano, in questo mese, gli indipendenti e i dipendenti permanenti, calano i lavoratori a termine.

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