Italia-Austria, rientra la tensione sui migranti

L’Austria ha rinunciato a schierare truppe alla frontiera del Brennero. La decisione è stata annunciata stamattina, dopo una conversazione telefonica tra il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il Cancelliere Christian Kern.

Palazzo Chigi ha “preso atto” dell’inversione di rotta e ha sottolineato che la collaborazione tra le forze di polizia, nel rispetto delle regole UE, produce “ottimi frutti”. Domani Wolfgang Sobotka, il ministro dell’Interno di Vienna, sarà a Roma per incontrare le autorità del nostro Paese.

Dopo le rimostranze della Farnesina – che ieri aveva convocato l’ambasciatore austriaco, René Pollitzer, per comunicargli la sua “delusione” – il ministro degli Esteri Sebastian Kurz aveva provato a spiegare che la ragione dell’iniziativa era stata “farsi trovare pronti”. Lo stesso Pollitzer aveva parlato di “misure di pianificazione e di preparazione in caso di emergenza”.

A dispetto della loro ricostruzione, però, i dati disponibili dimostrano che l’emergenza non c’è. A fornire le cifre è la polizia del Tirolo, non un’autorità che si possa accusare di fare il gioco di Roma: nei primi sei mesi del 2017 i transiti illegali per la frontiera italo-austriaca sono stati 3.450, contro gli 11.812 del 2016.

In compenso, in Italia sono cresciute quasi della metà le domande di asilo. Lo scrive l’EASO, l’agenzia UE per l’asilo.

Nel 2016 le domande sono state 122.960, il 47% in più rispetto al 2015. Si tratta del 9,5% del totale UE, sceso da un anno all’altro da 1,4 a 1,3 milioni. Più ancora che in Italia le domande di asilo sono cresciute in Germania: 745.155 richieste e un incremento del 58% rispetto all’anno precedente.

Nel nostro Paese il contingente più numeroso è quello dei cittadini nigeriani (22%). Oltre a loro, le nazioni più rappresentate fra i richiedenti sono Siria, Afghanistan, Iraq e Pakistan.

Con il boom degli scafisti in Libia, la rotta che porta in Europa attraverso il Mediterraneo centrale e l’Italia è diventata “la principale rotta d’accesso per i migranti africani verso l’UE”. Nel 2016 ha tentato la traversata “un numero record di migranti”, provenienti soprattutto dagli Stati a sud del Sahara, dall’Africa occidentale e dal Corno d’Africa. Il numero di quelli “individuati mentre passavano illegalmente la frontiera” è cresciuto del 18%, superando 180 mila unità.

Numeri come questi rendono la questione migratoria “la sfida più urgente da affrontare” per l’UE. Lo ha detto oggi il premier dell’Estonia Jüri Ratas al Parlamento di Strasburgo, dove ha presentato il programma del semestre in cui il governo che presiede eserciterà la presidenza del Consiglio UE.

“Abbiamo il dovere di assistere in Europa i migranti e aiutarli in questa tragedia”, dice Raitas. “Nessuno stato membro può risolvere la crisi da solo”, ma “possiamo rendere l’Europa sicura se agiamo insieme”. Proprio di questo si discuterà nel vertice informale dei ministri dell’Interno in programma domani a Tallinn.

F.M.R.

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