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Kabul, un’altra strage ISIS in pieno Ramadan

Un’autobomba condotta da un attentatore suicida è esplosa nel quartiere delle ambasciate a Kabul, la capitale dell’Afghanistan. La stampa locale – che cita il ministero della Sanità – parla di ottanta morti e 350 feriti. L’attacco è stato rivendicato dall’ISIS.

L’attentato è avvenuto intorno alle otto e mezzo del mattino – in piena ora di punta – nei pressi di piazza Zanbaq, nel quartiere di Wazir Akbar Khan: una zona di palazzine basse dove hanno sede le principali rappresentanze diplomatiche, fra cui quelle degli USA, del Canada, della Germania e dell’Italia. A poca distanza sorgono il palazzo presidenziale e la sede locale della missione NATO Resolute Support.

L’esplosione ha danneggiato più di 30 automobili e infranto i vetri delle finestre nel raggio di circa un chilometro.

Il palazzo dell’ambasciata tedesca è stato investito dall’esplosione: un addetto alla sicurezza afghano è morto, altri dipendenti sono rimasti feriti. A riferirlo è stato il ministro degli Esteri di Berlino, Sigmar Gabriel.

Tra le vittime c’è anche Mohammed Nazir, un autista che stava accompagnando in sede quattro giornalisti della BBC. A darne notizia è stata la stessa emittente britannica. Anche i giornalisti sono stati ricoverati anche i giornalisti, ma non corrono pericolo di vita.

Quasi tutte le vittime sono civili, e molti sono dipendenti di Roshan, una compagnia di telefonia cellulare che ha sede proprio a Wazir Akbar Khan. Danneggiati anche gli studi di 1TVNews, uno dei primi canali a dare la notizia dell’attentato.

Ha riportato danni anche l’ospedale gestito da Emergency nella capitale afghana. “Il centro di Emergency a Kabul è stato scosso dall’esplosione”, ha twittato Cecilia Strada, presidente dell’ONG e figlia del suo fondatore Gino.

Nell’ospedale sono andate in frantumi alcune finestre ed è caduto un pannello del controsoffitto di un’unità operatoria. Danni, per fortuna, non abbastanza gravi da costringere la struttura a chiudere. “I ricoveri al momento sono 69”, spiega la Strada, contattata al telefono da la Repubblica, “con una disponibilità di 116 posti letto. Otto sono morti”.

Il presidente dell’Afghanistan Ashraf Ghani ha firmato un comunicato di condanna. Duro anche il coordinatore del governo, Abdullah Abdullah: “Chi ci uccide nel mese sacro di Ramadan non merita appelli alla pace, ma deve solo essere distrutto ed estirpato”.

Lo scorso 3 maggio un’altra autobomba era saltata in aria nei dintorni di piazza Abdul Haq, sempre a Kabul. Quel giorno le vittime sono state una decina.

Altre trenta persone sono state uccise dall’ISIS nei giorni scorsi a Baghdad, la capitale dell’Iraq. Anche lì si è trattato di due autobombe: una lunedì sera in una gelateria affollata (durante il Ramadan i musulmani devoti digiunano fino al tramonto, ma di sera le città si rianimano), l’altra martedì mattina in una strada trafficata, davanti alla direzione del servizio pensionistico statale.

F.M.R.

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