Scud_Corea

La Corea del nord testa un nuovo missile

Poche ore dopo la chiusura del G7 di Taormina, la Corea del nord torna a minacciare il mondo. Il regime di Kim Jong-un ha testato un nuovo missile balistico, che ha volato per 450 chilometri.

La nuova arma è stata lanciata nelle prime ore di un lunedì mattina, mentre in Europa era ancora notte fonda: una scelta atipica per il regime nordcoreano, che in genere preferisce sperimentare i suoi prototipi nei fine settimana. Ma sabato scorso l’attenzione del mondo era monopolizzata dal G7: i leader – fra cui il presidente USA Donald Trump e il premier giapponese Shinzo Abe – avevano dichiarato che la Corea del nord “pone sempre più gravi minacce alla pace e alla stabilità internazionale”. E così, a Pyongyang si è deciso di rispondere con un test straordinario.

Quello di stamattina è il nono lancio dall’inizio dell’anno e il terzo da quando a Seul si è insediato il nuovo premier Moon Jae-in, eletto con la promessa di riaprire il dialogo fra le due Coree.

L’arma testata è classificata come “missile balistico a corto raggio”, non dissimile dagli Scud sovietici. L’esperimento è riuscito: in sei minuti di volo – documentati attentamente dai radar USA – il missile ha coperto 450 chilometri, fra il punto di partenza – una base nei pressi di Wonsan, circa 200 km a est di Pyongyang – e il punto nel mar del Giappone dove si è inabissato.

A differenza del Pukguksong-2, approvato per la produzione di massa dopo il test dello scorso 21 maggio, lo Scud non è un missile a combustibile solido e quindi non può essere lanciato da basi mobili. Non ha nemmeno la gittata intercontinentale attribuita allo Hwasong-12, il prototipo testato il 14 maggio: può volare per 300-500 chilometri, non abbastanza da raggiungere il territorio giapponese. Ma questo potrebbe cambiare se al momento di produrlo in massa si adottasse lo standard Scud-ER (Extended Range, “gittata estesa”). In ogni caso, già così il missile è una minaccia del tutto reale per le navi che incrociano nel mare che separa il Giappone e la penisola coreana. E il suo sviluppo sta a indicare che Pyongyang sta diversificando il suo arsenale balistico.

“Il governo degli Stati Uniti è a conoscenza del lancio”, recita uno stringato comunicato della Casa Bianca: “Il Presidente è stato informato”. “Continuimo a seguire da vicino le azioni della Corea del nord”, dice il comando delle forze USA nel Pacifico.

Intanto il Giappone fa sapere di non avere intenzione di lasciar correre. “Non possiamo tollerare continue provocazioni”, dice il capo di gabinetto del governo di Tokyo, Yoshihide Suga: “Protestiamo fortemente contro la Corea del nord e condanniamo il lancio effettuato”. E il premier Abe promette iniziative “specifiche per contrastare la Corea del Nord”.

A Seul il premier Moon ha convocato una riunione d’urgenza del Consiglio di sicurezza nazionale per le sette e mezzo di mattina. La Corea del sud “replicherà con decisione alle provocazioni della Corea del Nord”, dice un funzionario del governo all’agenzia Yonhap; “Ma allo stesso tempo, saremo flessibili sulla revisione dei mezzi per consentire aiuti umanitari e scambi tra civili senza compromettere le sanzioni internazionali”.

F.M.R.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.