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La corsa della Pennetta si ferma nei Quarti con la Kerber

flavia-pennettaFinisce così, con una volèe larga, dopo 2 ore e 14 minuti di battaglia, non sempre bella, anzi, contrassegnata da parecchi errori, il sogno di Flavia Pennetta di raggiungere lo storico traguardo delle semifinali dello Us Open ( ci era riuscita, nel 1930, solo la Maud Levi Rosenbaum Blumenthal che, però, era nata proprio negli USA, a Chicago, e italiana divenne solo dopo aver sposato, nel 1927, il barone italiano Giorgio Di Giacomo Levi ).

La brindisina dovrà, così, provare l’amaro calice della delusione di aver semplicemente pareggiato la propria miglior prestazione in questo torneo, ossia i Quarti di finale, già raggiunti nel 2008 e nel 2009. Ma con una differenza fondamentale. Nel 2008, la sua corsa era stata arrestata da Dinara Safina ( allora tra le prime del mondo) e nel 2009 era stata addirittura Serena Williams a batterla. Si parlava del gotha del tennis mondiale al femminile. Stavolta no. I rimpianti per non esser riuscita a superare la mancina 23enne di Brema, Angelique Kerber, appena n. 92 delle classifiche WTA, è forte e la sensazione della grande occasione persa è piuttosto viva.
A maggior ragione dopo aver compiuto la grande impresa del torneo, eliminando la Sharapova al terzo turno e dopo le sofferenze patite nel successivo ottavo contro la Peng e dopo lo stop forzato di ben due giorni imposto dalla pioggia.
Già dal primo set si capisce che non è giornata, con la pugliese incapace di aggredire l’avversaria, tanto con il diritto, quanto con il rovescio. L’occasione per uscire dalle secche si presenterebbe pure, ma Flavia non riesce a trasformare tre palle-break sul 4-3 in proprio favore e, così, in un batter d’occhio, l’azzurra si trova dal possibile 5-3  al 4-5, per poi cedere 6-4. Nel secondo set va, se possibile, anche peggio con la tedesca che si issa addirittura sul 4-2 e, allora, sembra proprio tutto finito. Qui, però, Flavia riesce a ritrovare, se non il gioco, quantomeno la combattività per ribellarsi alla giornata nera e inanella ben sei games consecutivi per chiudere il secondo parziale 6-4 e andare 2-0, palla del 3-0 nel terzo e decisivo set, sul proprio servizio.  Poi, quando il peggio sembrava alle spalle, improvviso, arrivava un altro black out che portava la Kerber avanti di un break sul 4-3. Non era ancora finita. La Pennetta si procurava altre quattro possibilità per raggiungere il 4-4 , ma le sciupava e chiudeva il game con un erroraccio con lo smash tirato fuori. Adesso era finita per davvero, perché, sotto 5-3, la brindisina cedeva nuovamente il servizio e, stavolta, anche il match e il sogno di raggiungere la sua prima semifinale in carriera in un torneo del Grande Slam. In conferenza stampa, cerca do sdrammatizzare quanto accaduto con un:  
 “Su ragazzi, non è una tragedia, si va avanti…”. Prosegue, dicendo: “Era una bella opportunità, lo so bene – ammette – ma sicuramente ne avrò altre… Se sono arrivata a questo punto posso farlo ancora”. 
C’è chi le chiede cosa ha fatto negli spogliatoi appena dopo la fine del match: “Nulla di particolare, la doccia e poi ho parlato con Gabi (il coach Gabriel Urpi, ndr)”. Rimpianti? “Forse quello di non aver gestito meglio la tensione dovuta all’importanza dell’incontro”, risponde la Pennetta.
E’ passato solo un’ora dalla fine del match ma l’analisi di Flavia è lucida: “E’ una partita che si poteva vincere, non si doveva vincere… e che si poteva perdere in due set, visto come si era messo il secondo. Lei è stata più aggressiva di me nei momenti importanti di quanto ho fatto io. Diciamo che la mia avversaria in certi momenti ha giocato per vincere, io per non perdere…”.
Due giorni di attesa per scendere in campo a causa della pioggia: “Non è stato facile – racconta l’azzurra – soprattutto mercoledì quando ci hanno tenute qui al circolo fino a tardi prima di cancellare gli incontri, mentre martedì hanno già deciso nel primo pomeriggio. Però vale per tutti, fa parte del gioco”.
A parziale consolazione per il tennis azzurro c’è la semifinale raggiunta, nel doppio maschile, da Simone Bolelli e Fabio Fognini, capaci di superare in rimonta la coppia formata dallo svedese Lindstedt e da romeno Tecau, teste di serie n. 7 del torneo, superati per 1.6, 7-6 (7), 6-4. In semifinale se la dovranno vedere contro la coppia composta dall’austriaco Melzer e dal tedesco Petzschner, teste di serie n. 9. Era dal 1967 ( all’epoca furono Pietrangeli e Mulligan a raggiungere la semifinale del Roland Garros, lì superati da Emerson e Fletcher) che un doppio tutto italiano non raggiungeva un traguardo così prestigioso ed era, addirittura, dal 1949 che ciò non avveniva in questo torneo ( allora vi riuscirono Gianni Cucelli e Marcello Del Bello, poi battuti da Sedgman e Worthington).
Per quanto riguarda il resto del torneo, in campo maschile è già delineata una semifinale ed è quella da sogno tra Novak Djokovic (n.1 del seeding) e Roger Federer ( n. 3), vincitori, rispettivamente, di Janko Tipsarevic in un derby serbo, e di Jo-Wilfried Tsonga ( per una attesa rivincita dopo il clamoroso sgambetto patito sui prati di Wimbledon). L’altra semifinale attende che si disputino i rimanenti due Quarti di finale che vedranno opposti Nadal a Roddick e Murray a Isner. In campo femminile, invece, le semifinali saranno Serena Williams – Wozniacki e Stosur – Kerber.
Un’ultima annotazione: gli organizzatori hanno già annunciato che, per recuperare il tempo perso a causa della pioggia, la finale femminile si disputerà domenica, mentre quella maschile slitterà a lunedì.
Daniele Puppo

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