felicità

La felicità è un bicchiere di vino con un panino

Non solo l’appetito vien mangiando, ma anche la felicità. In altre parole, la depressione si cura anche a tavola: secondo uno studio spagnolo che ha coinvolto 15 mila persone, seguire una dieta mediterranea ricca di frutta e verdura, pesce, noci, olio di oliva e con poca carne trasformata migliora l’umore.

Spesso, le persone che soffrono di frequenti cambiamenti dello stato d’animo utilizzano il cibo per alleviare le proprie sofferenze, in una sorta “automedicazione”. In altre parole, tendono a mangiare per migliorare o evitare tristezza, malinconia, scontentezza, insoddisfazione, inappagamento, inquietudine. Si nutrono preferibilmente di carboidrati e i dolci, come il gelato e le torte, che fungono da “calmante” poiché aumentano i livelli di serotonina, la sostanza cerebrale che migliora l’umore. Le banane, ad esempio, aumentano le concentrazioni di questa sostanza, mentre alcol e caffeina ne inibiscono l’azione, moltiplicando ansia e depressione.

Se però consumare cibi ricchi di zuccheri e grassi favorisce una maggiore sensazione di calma e tranquillità, a lungo andare una dieta che contempli quasi esclusivamente questo tipo di alimenti può dare problemi di salute, primo tra tutti l’aumento di peso e il conseguente maggiore rischio di malattie cardiache, diabete e altre condizioni di grave entità.

In un’indagine del progetto ‘Food and Moon’, condotto dalla charity inglese Mind, il 90% degli intervistati ammette che modificare le proprie abitudini a tavola ha migliorato in modo significativo l’equilibrio mentale. Non solo, è stato inoltre dimostrato come la perdita di peso associata a un taglio troppo brusco delle calorie abbia ripercussioni importanti sul carattere.

“Ci sono molti lavori che indicano che la dieta può influenzare la chimica del cervello – spiega la nutrizionista Linda Foster, citata dal quotidiano britannico ‘Mirror’ che riporta le conclusioni della ricerca spagnola – ma con quest’ultima ricerca si rafforza l’idea che mangiare ci rende più felici. Molti dei circuiti cerebrali che hanno a che fare con l’umore si legano alla fame. Quindi non è una sorpresa che sentirsi affamati vada di pari passo con l’essere scontrosi”.

Gli esperti però affermano che prima di modificare le abitudini alimentari, il primo passo che una persona che soffre di depressione dovrebbe compiere è quello di chiedere aiuto ad una figura professionale in grado di scegliere e consigliare il tipo di trattamento migliore per affrontare questa condizione. Fatto questo, il momento migliore per una rivalutazione delle abitudini alimentari (sempre con l’aiuto di una figura professionale) è quando il paziente inizia a sentirsi meglio, dopo aver seguito il trattamento suggerito dal medico, e ha compreso appieno che l’appagamento dei sensi non deriva da ciò che ingurgita ma dalla consapevolezza di quanto i suoi desideri siano appagati. Ricordando sempre, che come diceva il noto psicoterapeuta americano statunitense Wayne Dyer: “Non esiste un sentiero verso la felicità. La felicità è il sentiero.”

A.B.

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