Palazzo-Madama

La manovra diventa legge con il sì del Senato

Il governo incassa la fiducia del Senato sulla manovrina con 144 sì, 104 no e un solo astenuto. I votanti sono stati 249, dunque la maggioranza richiesta per la fiducia era di 125. Il provvedimento, già approvato alla Camera il 1 giugno scorso, diventa così legge.

E’dunque legge il disegno di legge n. 2853 di “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, recante disposizioni urgenti in materia finanziaria, iniziative a favore degli enti territoriali, ulteriori interventi per le zone colpite da eventi sismici e misure per lo sviluppo”. La manovra correttiva da 3,4 miliardi (detta anche manovrina), congedata oggi da Palazzo madama, evidenzia, come scrive il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni su Twitter “impegni di bilancio mantenuti dal Governo senza nuove tasse, priorità ai fondi per la ricostruzione post terremoto”.

Queste alcune delle numerose e variegate materie trattate nel provvedimento:

  • misure per facilitare la cartolarizzazione dei crediti deteriorati ed escludere i fondi pensione (senza tuttavia includere le Casse di previdenza) dal rischio bail in;
  • soppressione degli studi di settore e contestuale introduzione (per 3,5 milioni di contribuenti) degli indici di affidabilità fiscale;
  • eliminazione delle monetine da 1 e 2 centesimi;
  • prestito ponte per Alitalia in amministrazione straordinaria, innalzato da 300 a 600 milioni di euro per un semestre;
  • stabilizzazione dei precari della scuola, mediante incremento dei fondi già stanziati nella Legge di Bilancio;
  • nuova regolamentazione del lavoro accessorio, inteso come misura alternativa ai voucher;
  • possibilità per gli incapienti di cedere a terzi (compresi istituti bancari e finanziarie) l’ecobonus per i condomini;
  • riformulazione dei parametri Ace (Aiuto alla crescita economica) con una rimodulazione del coefficiente su cui calcolare la base Ace, e che non sarà più sull’ultimo quinquennio;
  • clausole di salvaguardia fiscali fissate, seppure in forma in parte ridotta, al 1° gennaio 2018, ma per un importo pari a 15,2 miliardi di euro, anziché 19,6;
  • competenza ai Comuni in tema di circolazione dei risciò;
  • ripristino dei poteri dell’Anac, già limitati col provvedimento correttivo del Codice degli Appalti;
  • pensione anticipata per i giornalisti;
  • 15 milioni di euro destinati a misure per l’integrazione dei soggetti stranieri emarginati, quale risposta “umanitaria” al degrado che subiscono i migranti;
  • determinazione degli step per l’operazione di fusione per incorporazione dell’Anas nelle Ferrovie dello Stato;
  • istituzione di un Fondo a sostegno delle mense scolastiche dove si consumeranno prodotti biologici;
  • permesso alla costruzione di alloggi non residenziali negli stadi, a servizio degli atleti;
  • fondi per il Teatro Eliseo di Roma, che passano da 2 a 4 milioni di euro, per gli anni 2017 e 2018;
  • proroga di 12 mesi di mobilità, limitata alle aree di crisi industriale complessa;
  • taglio di almeno 25 giorni nei tempi di erogazione dei rimborsi Iva, ed in specie quelli legati allo split payment;
  • gli immobili terremotati, soggetti a interventi di restauro o risanamento, potranno essere variati nella destinazione d’uso.

Tra le misure più al centro del dibattito:

Compensazione delle cartelle esattoriali a favore di imprese e professionisti. In sede di conversione è stata estesa all’intera annualità 2017 la facoltà di compensazione, a condizione che i crediti non siano prescritti, oltre ad essere certi, liquidi ed esigibili nei confronti della pubblica amministrazione. Le modalità di attuazione sono rinviate ad un decreto del Ministro dell’Economia, da emanarsi di concerto con il Ministro dello Sviluppo economico.

Consolidamento dell’istituto della mediazione obbligatoria, già introdotto (fino al settembre prossimo) in via sperimentale, per plurime materie, tra le quali: condominio, diffamazione a mezzo stampa, successioni, affitto, comodato, risarcimento del danno in sede civile nelle ipotesi di malasanità, patti di famiglia, affitto di aziende, contratti assicurativi, bancari e finanziari. L’emendamento varato in Commissione Bilancio introduce l’obbligo, in capo al Ministro della Giustizia, di relazionare annualmente in Parlamento, sul tema degli effetti e dei risultati deflattivi dell’istituto, rispetto all’accesso delle controversie, sulle stesse materie, ai Tribunali e alle Corti.

Norma salva direttori dei musei pubblici. Cinque nomine, di altrettanti direttori di cittadinanza straniera, annullate dal Tar Lazio, con due sentenze (TAR, Lazio, Sez. II-quater, sentenza 24 maggio 2017, n. 6170 esentenza 24 maggio 2017, n. 6171), negli scorsi giorni. Poi il ricorso del Ministero presieduto da Franceschini e l’udienza collegiale del Consiglio di Stato fissata al 15 giugno prossimo. Ma la questione, presa di petto a livello istituzionale, viene superata con un emendamento varato in Commissione Bilancio: non si applicheranno più, nelle procedure di selezione internazionale, le limitazioni vigenti per il lavoro prestato alle dipendenze delle P.A. che di fatto ostruiscono i posti apicali agli stranieri.

(fonte: Altalex)

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