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La “Gondola nei secoli”, storia di un mito

gondola_mainJan Bruegel il Vecchio a Venezia? Sì, lo dimostrerebbe un suo dipinto del 1589, “Porto di mare con la predica di Cristo”, dove tra acque color laguna viaggia una gondola con ‘felze’ ed un unico rematore a poppa: un gondoliere. E’ una delle scoperte di Gianfranco Munerotto, pittore, restauratore ed autore del libro ‘La gondola nei secoli. Storia di una continua trasformazione tra architettura navale ed arte’, presentato a Cà Farsetti, sede del Municipio veneziano, dal sindaco Giorgio Orsoni.

Il libro è un’analisi tecnica comparata mai tentata prima dell’unica imbarcazione veneziana adibita esclusivamente al trasporto di persone: Munerotto segue appassionatamente la sua evoluzione nei secoli, a partire dal 1450, basandosi su documenti d’eccezione, dipinti e stampe antiche investigati con questo scopo. La prima raffigurazione indicata da Munerotto è del 1490, una ‘Veduta prospettica’ di Hieronymo de Sancti, dove un avo dei gondolieri si fa strada in un Bacino di San Marco che pare trafficato come quello d’oggi, tra barche di rappresentanza e antenate delle ‘caorline’. Abbonda di gondole poi la ‘Veduta prospettica di Venezia’ di Jacopo de Barbari, del 1500. Tra i dipinti rinascimentali, la gondola appare nel 1494 in un particolare del ‘Miracolo della reliquia della Santa Croce’ di Giovanni Mansueti, dove i gondolieri premono il remo per consentire a figure di altolocati di assistere all’evento. Dettagliati sono i ‘felze’ – coperture che proteggevano i passeggeri da pioggia, sole o sguardi indiscreti – nel ‘Miracolo della Croce’ di Vittore Carpaccio. Delineato fin nelle ‘forcole’ ancora a due ‘morsi’, su cui si poggia il remo, è l’analogo dipinto di Gentile Bellini, entrambi dello stesso anno. La signora delle barche veneziane compare anche nei dipinti di Paolo Veronese e Giovanni Battista Angelo, per dominare poi la scena pittorica del Seicento ed attestarsi nel Settecento, oltre che nelle Regate in Canalazzo, fin nel Porto di Napoli. Intanto il ‘ferro da prora’ mette i ‘denti’ che ha oggi, l’ ‘opera viva’ che sta sott’acqua muta nell’Ottocento, lo scafo si aggiusta via via assecondando la conduzione a un remo, quest’ultimo da largo e piatto si riduce per far fronte, fin dal primo Novecento, al moto ondoso prodotto dalle barche a motore. Su queste ed altre mutazioni lavora Munerotto, che vi aggiunge sei tavole, da lui illustrate, a compendio.Per verifica, l’autore ha ricostruito una gondola del tempo di Casanova, conducendola personalmente in Canal Grande.Protagoniste del volume anche le gondole ottocentesche del Museo della Barca Lariana sul Lago di Como e del Mariner’s Museum di New Port. Uno studio specifico è dedicato ai rarissimi modelli del Correr di Venezia e del Castello Sforzesco di Milano. A seguire, un glossario dei termini veneziani e documenti dell’Archivio di Stato di Venezia, di Marciana e Querini.

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