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Lavoro, Istat: in Italia riparte l’occupazione

In Italia cresce l’occupazione, e per la prima volta dall’inizio della crisi economica supera i dati del 2009. Lo scrive l’Istat nel suo ultimo rapporto.

Dal 2015 al 2016 l’occupazione è aumentata di 293 mila unità, corrispondenti a un aumento percentuale dell’1,3%. Sono più numerosi soprattutto i lavoratori dipendenti: 323 mila più dell’anno precedente, pari all’1,9%. Il tasso di occupazione cresce di quasi un punto, raggiungendo il 57,2%. Secondo l’Istat, gli occupati aumentano in particolare fra i più giovani – tra 15 e 34 anni – e fra chi ha più di cinquant’anni.

La riduzione del tasso di disoccupazione è di due punti per mille, dall’11,9% all’11,7%. In Italia ci sono 21 mila disoccupati in meno (-0,7%). Il tasso è il più basso degli ultimi quattro anni: fra 2012 e 2013 era balzato dal 10,7% al 12,1%.

I dati sul quarto trimestre 2016 vedono salire l’occupazione (32 mila posti in più, +0,1%) ma anche la disoccupazione: il tasso ha raggiunto l’11,9%, +0,2% sia sul terzo trimestre sia su base tendenziale. La spiegazione di questa apparente contraddizione è il calo degli inattivi, coloro che non hanno lavoro ma nemmeno lo cercano. In totale sono 410 mila in meno rispetto all’anno precedente. Coinvolti soprattutto i più giovani: nella fascia 15-34 anni sono diminuiti di 455 mila unità.

Alla fine dell’anno i disoccupati erano 3.077.000, 108 mila più del 2015, mentre gli occupati 22.827.000 (dati destagionalizzati). La media annuale degli occupati è di 22.758.000: è il numero più alto dal 2009, il primo anno in cui si sono sentiti gli effetti della crisi economica mondiale. Nel 2008 gli occupati erano stati 23.090.000, l’anno successivo scesero a 22.699.000, e da allora non hanno più superato i 23 milioni.

F.M.R.

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