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«Decidere sul debito», pressing di Obama

barack-obama-speech113La pressione per aumentare il tetto del debito sale. Dopo Moody’s, anche Standard & Poor’s mette sotto osservazione con implicazioni negative il rating degli Stati Uniti, che potrebbe tagliare nei prossimi tre mesi in caso di un mancato accordo sul debito. Le negoziazioni procedono e un piano B per ridurre il deficit e aumentare il limite legale del debito prende forma. Il presidente Barack Obama sospende gli incontri e concede ai leader del Congresso 24-36 ore per verificare se un accordo è possibile. Obama terrà alle 17.00 una conferenza stampa, la seconda in settimana, sull’andamento delle discussioni.  

“E’ arrivato il momento di decidere” afferma Obama. “Gli americani stanno perdendo la pazienza”. Un accordo non appare vicino su un piano il più ampio possibile per ridurre il deficit e il debito, per il quale Obama spinge. L’azione di S&P di mettere sotto osservazione il rating mostra che il Congresso deve agire rapidamente per alzare il tetto del debito, evidenzia il Tesoro. “Non c’é modo di concedere al Congresso più tempo per il piano” di riduzione del deficit e del debito – afferma il segretario al Tesoro, Timothy Geithner -, “é il momento di muoversi. Gli Usa rispetteranno i propri impegni e prenderanno le misure per evitare il default”. Il presidente della Fed, Ben Bernanke, avverte: un default va evitato, distruggerebbe la fiducia e causerebbe il caos. “La Fed non può compensare l’impatto di un default sull’economia” spiega Bernanke.  Un default sarebbe una “catastrofe” ammonisce l’amministratore delegato di JPMorgan, Jamie Dimon. La pressione su un accordo per la riduzione del deficit e del debito sale e nonostante le frustrazioni alcune certezze sembrano essere state determinate. I repubblicani possono continuare a opporsi a un aumento delle tasse o ridurre la richiesta di un taglio delle spese. I democratici possono accettare più elevati tagli alle spese e diminuire le richieste di un aumento della pressione fiscale. L’ammontare dei tagli è oggetto di scontro, con la Casa Bianca che ritiene che una delle opzioni sia 1.500 miliardi di dollari di tagli in dieci anni e Obama che avrebbe offerto riduzioni della spesa per 2.000 miliardi di dollari. Il tempo a disposizione per un accordo stringe, il 2 agosto gli Stati Uniti potrebbero fare default. Il 3 agosto il governo dovrebbe pagare 23 miliardi di dollari di 29 milioni di americani per il Social Security. Il 4 agosto successivo 90 miliardi di dollari di debito maturano e il 15 agosto il Tesoro dovrebbe pagare 30 miliardi di dollari di interessi sul debito.

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