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Legge di stabilità, con emendamento canone Rai in bolletta e a rate

Entra nel vivo la discussione sulla legge di stabilità. In giornata, le relatrici in senato della proposta, Magda Zanoni del Pd e Federica Chiavaroli di Ap, hanno depositato in commissione un pacchetto di ventitre proposte di modifica.

Tra queste, correttivi come l’esenzione Tasi per le seconde case date in comodato d’uso ai figli – o a un parente entro il primo grado – residenti nel medesimo Comune, per i separati proprietari di casa che vanno a vivere in affitto lasciando all’ex coniuge la prima abitazione, ma anche uno sconto sulle seconde case in affitto a canone concordato.

Rientra nelle novità presentate anche il pagamento del canone Rai all’interno della bolletta elettrica in 10 rate mensili “addebitate sulle fatture emesse dall’impresa elettrica aventi scadenza del pagamento immediatamente successiva alla scadenza delle rate”. Si punta a cambiare, dunque, il termine del pagamento, che va da una rata unica – o sei bimestrali – a dieci pagamenti per l’importo di dieci euro. Il canone interesserà solamente i contratti domestici e dovrà essere corrisposto solo dai proprietari di prima casa o anche locatari (per lo più giovani e coppie) che abbiano trasferito la residenza uscendo dallo stato di famiglia dei genitori.

La battaglia delle opposizioni si è invece consumata sulla decisione di rinviare alla Camera  le misure per il mezzogiorno. Si è infatti arrivati a un forte ostruzionismo che ha fatto fermare i lavori della commissione per permettere una riunione dei capigruppo. “Sicuramente la notte sarà lunga”, ha commentato Chiavaroli a chi le chiedeva una previsione sui lavori della commissione Bilancio.

Resta invece la perplessità delle istituzioni europee circa la manovra voluta dal premier Renzi. Il piano di bilancio 2016 appare infatti “a rischio inadempienza” secondo i tecnici di Bruxelles soprattutto circa il rispetto delle regole del patto di stabilità e crescita.

Questo produrrebbe “significative deviazioni” dal percorso concordato. Eppure, anche se la critica è forte, ha tutta l’aria di essere un semplice rinvio a una ulteriore valutazione, nel 2016.

Il commissario agli affari europei, Pierre Moscovici, ha infatti avuto modo di sottolineare che l’Italia “è il solo paese europeo che avrà potenzialmente diritto a utilizzare tutta la flessibilità prevista dalle regole sulla stabilità e per la clausola degli investimenti”.

Meno edulcorato, invece il vicepresidente della commissione Vladis Dombrovskis, che in merito alla flessibilità afferma che tali clausole “non possono essere utilizzate per compensare il taglio delle tasse sugli immobili”.

Le politiche di tassazione sono di competenza degli Stati – ha spiegato – ma noi dobbiamo valutare quali conseguenze hanno sui conti pubblici”.

La contesa alla base è la richiesta del Governo di rivedere, al rialzo, la flessibilità sul bilancio per le riforme: nel 2015, l’Italia beneficerà di una flessibilità di 0,4% su un tetto dello 0,5; per il 2016, invece, si chiede si aumentare il tetto di un altro 0,1%.

Attenzione da parte di Bruxelles, anche sulla clausola per gli investimenti, che deve essere onorata con la presentazione di progetti cofinanziati con l’Ue.

Inoltre, resta sul tavolo la richiesta dell’ulteriore flessibilità per l’emergenza migranti, che potrebbe valere in termini economici, circa tre miliardi di euro.

Di fatto, il taglio delle imposte sulla casa, cavallo di battaglia de ‘l’Italia col segno più’ e del governo Renzi, è visto come fumo negli occhi da parte delle istituzioni  europee. Proprio Dombrovskis ha ammesso che saranno gli stati a dover comprendere “quali implicazioni di bilancio” le scelte fiscali abbiano “e come l’Italia intenda compensarne le conseguenze”. Linee guida da seguire obbligatoriamente non ce ne sono, tuttavia si parla di raccomandazioni: spostare il peso del fisco dal lavoro e dai redditi più bassi verso i consumi, capitali, beni mobili e immobili.

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