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Legittima difesa: ok della Camera ma montano le proteste

Sì della Camera alla nuova legge sulla legittima difesa. In attesa che la legge passi all’esame del Senato, aumentano di ora in ora i dubbi sull’effettiva bontà delle norme contenute nel testo. Le perplessità arrivano da più parti politiche, anche dallo stesso Matteo Renzi che come segretario del Pd aveva sostenuto la ncessità di mettere mano sulla questione sicurezza.

“Va bene una nuova legge sulla legittima difesa, va benissimo il principio che la ispira. Però scritta così questa norma è un pasticcio. Vista da fuori è incomprensibile”. A poche ore dal primo via libera di Montecitorio, il leader democratico ha infatti cambiato rotta: “Capisco le sue considerazioni – replica a una delle mille critiche raccolte dalla sua app – Inviterò i senatori a valutare di correggere la legge nella parte in cui risulta meno chiara e logica, visto che io per primo – leggendo il testo – ho avuto molti dubbi”.

Dello stesso avviso anche il presidente di Palazzo Madama, Pietro Grasso“Diciamo – ha sottolineato Grasso in occasione della 35ma Rassegna nazionale di Teatro della Scuola. – meno male che c’è il Senato, se dobbiamo intervenire su questo tema. Staremo a vedere le proposte di ulteriori modifiche“. 

Dopo la riforma del 2006 voluta dal Governo Berlusconi, il testo sulla legittima difesa è stato dunque approvato da Montecitorio (contrari tutto il centro destra e Mdp) ma il cammino della legge non si preannuncia facile. Secondo il leader di Fi, il testo, sostenuto dalla maggioranza (intesa Pd e Alleanza Popolare e Ncd), “non è adeguato al bisogno di sicurezza degli italiani e a ciò che tutti gli italiani si attendono: una legge in grado di tutelare le persone per bene, quando sono aggredite”.

Per Berlusconi, “chi è costretto ad usare un’arma per difendersi non può essere sottoposto alla lunga e umiliante trafila di un procedimento giudiziario nel quale deve giustificare le sue azioni. Non si può invertire l’onere della prova, non si può chiedere alla vittima di dimostrare di essere una vittima” Per questo, “Il testo non dà risposta al tema centrale del diritto alla difesa, lascia alla discrezionalità del giudice margini eccessivi”

Dello stesso avviso anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini che a Radio Padania aveva affermato di essere disposto a trattenere i deputati anche tutta la notte per cercare di ovviare alle falle del testo. Ma il Pd non ci sta. “Berlusconi parla in modo molto generico. Non credo conosca il testo che stiamo discutendo, e forse neanche quello approvato nel 2006 dal suo governo”, sbotta David Ermini, accusando Fi di “sottrarsi a qualsiasi responsabilità” dicendo “no ad una buona riforma“.

Ma oggi il leader della Lega rincara la dose: “Se vanno avanti con questa schifezza raccogliamo le firme per un referendum per cancellarla”, ha detto il segretario parlando della legge per la legittima difesa in diretta Sky, a margine del congresso del Sap milanese. Quanto alle perplessità di Matteo Renzi, Salvini si è chiesto: “Come fa il Pd ad approvare una norma il giovedì e venerdì dire il contrario? Ormai il Governo e la maggioranza sono allo sbando, che si torni a votare”.

Ma cosa cambia dunque per la legittima difesa? Il punto centrale è anche quello maggiormente contestato sia da chi è sostenitore da sempre, come la Lega, di una “maggiore tutela” della vittima di aggressione o furto e che reagisce anche con l’uso delle armi, sia da chi vede nelle armi da fuoco pur “legittimamente detenute” solo un rischio in più per la vittima stessa, oltre che una pericolosa esasperazione di violenza.

L’ex magistrato Bruno Tinti ad esempio, solleva molti dubbi sull’efficacia delle armi da fuoco come strumento di difesa da parte della vittima, non solo in termini giuridici ma anche meramente pratici. “L’arma è uno strumento; bisogna saperla usare – spiega Tinti sul ‘Fatto Quotidiano’ – Non basta certo esercitarsi in un poligono di tiro una o due volte al mese: prendi la pistola, inspira, punta al bersaglio, espira, tira piano il grilletto, lascia cadere il braccio, ricomincia… Occorre un addestramento specifico, quello che hanno i militari e, sfortunatamente, i delinquenti. In uno scontro a fuoco, l’onesto cittadino che paga le tasse (e anche l’evasore fiscale) soccombe”.

E se la vittima che, al contrario del delinquente, non ha la dimestichezza e la prontezza di sparare subito, senza indugi? In quel caso si assisterebbe a una dinamica degna dei film western, “dove l’onesto allevatore viene ammazzato dal pistolero”.

Tinti si riferisce esplicitamente all’articolo 52 del codice penale, nel quale è previsto l’uso delle armi per respingere “l’ingresso in un’abitazione privata o in luogo ove si eserciti un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale quando ciò avvenga tramite effrazione o contro la volontà del proprietario, con violenza o minaccia di uso di armi e da parte di una persona travisata o di più persone riunite”.

È infatti consentito l’uso di “un’arma legittimamente detenuta al fine di difendere la propria o la altrui incolumità o i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione”.

Ma questa, appunto, è una norma già in vigore. La novità del testo consiste nell’introduzione, sul modello penale francese, della legittima difesa nel caso in cui l’effrazione in un luogo abitato avvenga di notte, con violenza o inganno. Viene poi precisata l’esclusione della colpa di chi reagisce “in situazioni comportanti un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica, per la libertà personale o sessuale”, in virtù di un grave turbamento psichico causato dall’aggressore.  

In tutti casi però, resta la regola della proporzione tra difesa (anche con armi) e offesa, in virtù anche della gravità del pericolo (nel caso ad esempio di un ladro in fuga, la legittima difesa non può essere invocata) e se si difende il proprio patrimonio, solo quando non vi è desistenza.

Infine, nel caso in cui sia dichiarata la non punibilità per legittima difesa, tutte le spese processuali e i compensi degli avvocati saranno a carico dello Stato. Un onere per l’erario stimato in 295.200 euro.

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