Ligresti, j’accuse a 5 stelle. Ma la Cancellieri resta

Durissimo j’accuse oggi al Senato del senatore a 5 stelle Airola sul caso Ligresti. Ma per gli altri partiti le dimissioni non sono necessarie e la Cancellieri resta al suo posto.

cancellieri-airolaDurissimo j’accuse del senatore 5 stelle Alberto Airola (nella foto e nel video), che oggi a Palazzo Madama, che ha ripercorso la “pesantissima storia giudiziaria” della famiglia Ligresti ed ha chiesto le dimissioni del ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri.

La responsabile del ministero, oggi pomeriggio, ha fornito all’aula di Palazzo Madama le sue spiegazioni sulla telefonata con cui ha chiesto all’amministrazione penitenziaria la scarcerazione di Giulia Maria Ligresti. Spiegazioni che hanno soddisfatto quasi tutti gli esponenti dei gruppi parlamentari.

Nell’informativa resa in Senato, il ministro Cancellieri ha ricordato anzitutto l’apprezzamento ricevuto a Bruxelles per le iniziative volte ad affrontare il sovraffollamento carcerario. Smentendo quanto riportato dai mezzi d’informazione, il ministro ha detto di non aver mai sollecitato alle autorità competenti la scarcerazione di Giulia Ligresti. Gli arresti domiciliari, ha spiegato, sono stati concessi a una detenuta in custodia cautelare di cui erano note le critiche condizioni di salute, non a seguito di ingerenze o pressioni indebite ma per un’autonoma decisione della magistratura torinese. Dopo aver chiarito i suoi rapporti con la famiglia Ligresti, la Cancellieri ha negato favoritismi e ha affermato di aver agito senza derogare ai doveri d’ufficio, ed ha poi chiarito di potersi dimettere senza esitazione, se dal dibattito fosse emersa la mancanza di fiducia nei suoi confronti.

Ma la fiducia non è venuta meno. A dimostrarlo, l’intervento di Luigi Zanda, del Pd, che ha giudicato soddisfacente l’informativa del ministro e ha espresso il “rammarico” per una telefonata inopportuna. A sua volta, Renato Schifani (PdL) ha invitato il ministro, che a suo dire “ha agito nei confini istituzionali”, a proseguire la sua attività, magari mettendo mano a una riforma della carcerazione preventiva.

Tra i pochi che hanno chiesto le dimissioni del ministro, il più duro è stato Airola, senatore torinese del Movimento 5 stelle. “Una amicizia con una famiglia che ha una storia giudiziaria pesantissima”, ha detto Airola, che ha anche ricordato le assunzioni di figli eccellenti, tra cui quello dello stesso ministro, assunti negli anni dai Ligresti e le scellerate gestioni delle varie compagnie assicurative finite nel controllo della famiglia e rovinate insieme ai piccoli risparmiatori.

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