koh-i-noor

L’India rivuole il suo ‘Koh-i-Noor’

Un diamante è per sempre, tanto più se il suo valore intrinseco lo classifica come la gemma più grande al mondo. Per questo motivo l’India, come la Grecia che rivuole indietro dal British Musesum i marmi Elgin del Partenone, pretende di rientrare in possesso della celebre pietra di straordinaria bellezza conosciuta col nome hindi ‘Koh-i-Noor’, ‘montagna di luce’. Un gruppo di Vip, star di Bollywood ed imprenditori, hanno citato in giudizio il governo di Londra per ottenere dal Regno Unito la restituzione della gemma che venne ‘donata’ – o meglio confiscata all’ultimo sovrano sikh del Punjab, il 13enne Dulip Singh, al termine di una guerra – dalla Compagnia britannica delle Indie Orientali che la consegnò alla regina Vittoria nel 1850.

Una volta considerato il più grande diamante del mondo e valutato – solo per il peso, 105 carati o 21 grammi – 100 milioni di sterline (quasi 143 milioni di euro), è montato sulla corona della regina Elisabetta, madre dell’attuale sovrana, che venne usata da Elisabetta II nel giorno della sua incoronazione nel 1953.

I legali incaricati dalle ‘star’ indiane hanno fatto sapere che – per ‘analogia’ giuridica – chiederanno l’applicazione al ‘Koh-i-noor’ della legge britannica sulla restituzione delle opere d’arte saccheggiate dai nazisti agli ebrei durante la Shoah. Legge, nata per uno scopo diverso, che attribuisce alle istituzioni nel Regno Unito il potere di restituire le opere d’arte trafugate.

Satish Jakhu, dello studio legale Rubric Lois King di Birmingham, ha fatto sapere che ricorrerà al principio del diritto anglosassone (common law) del “trespass of goods” (violazione del possesso di beni), sostenendo che il governo di allora rubò il diamante. Il legale si è detto pronto a portare il caso alla Corte Internazionale di Giustizia se non vedrà riconosciuto il diritto dell’India dalle corti britanniche. NO comment da Downing Street, tantomeno da Buckingham Palace.  Finora, neanche dal governo indiano.

Qualche curiosità sulla pietra bianca e lucente che da sempre esercita sull’uomo, sulla donna ancora di più, un profondo fascino. Il significato di diamante si può far risalire all’origine stessa del nome, dal greco “adamai” non domabile, quindi forza indomabile. Varie leggende legano la nascita dei diamanti agli dèi, configurandole come le lacrime delle divinità piovute dal cielo o il segno dell’intervento divino, in grado di trascinare Lucifero agli inferi. Per la sua forza e incorruttibilità il diamante è la pietra della solidità e della perfezione, dai grandi poteri terapeutici: medicina Ayurvedica e cristalloterapia la classificano come pietra dalla grande energia.
In Europa si racconta invece di come il diamante sarebbe in grado di tenere a bada tutte le presenze oscure della notte, mentre tradizioni di diversi popoli lo indicano come un potente talismano contro i veleni, utile per la disintossicazione.

Anche oggi il significato di questa meravigliosa gemma è legato alla forza e alla durezza, oltre alla perfezione e alla bellezza: donare un diamante è simbolo di un legame eterno, infrangibile e splendido, come la pietra.

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