ISIS contro Libia

L’ISIS sceglie la Libia come nuovo obiettivo

Mentre continuano gli attacchi devastanti contro lo splendido sito archeologico di Palmira e la violenta irragionevole brutalità dei miliziani islamici non risparmia nemmeno uno studioso ultraottantenne di fama internazionale come Khaled al Hasaad, uno dei capi dell’Isis, il saudita Ali el Gezrawi, lancia un messaggio via internet che annuncia l’intenzione di portare avanti nuovi crimini di guerra. Il leader jihadista a volto coperto in un video pubblicato su un sito di Tripoli ha invitato “all’unità” i fratelli dell’Arabia Saudita, della Tunisia, dell’Egitto e del Sudan: “Rechiamoci in Libia per combattere l’esercito del generale Khalifa Haftar“.

La Libia è la terra della jihad e dell’immigrazione” ha detto il capo dei combattenti dello Stato islamico “non appartiene solo ai libici, ma a tutti i musulmani che credono in dio, ed è uno Stato del Califfato“. Il jihadista ha poi minacciato di morte il generale Khalifa Haftar, comandante dell’esercito libico.

Intanto i sostenitori dello Stato Islamico a Sirte in Libia hanno lanciato su Twitter l’hashtag “afflusso verso la Libia” pubblicando alcuni video che mostrano la città libica nelle mani dell’Isis. I jihadisti dell’Isis di Sirte hanno inoltre creato una sorta di “emirato”, sostituendo i tribunali civili con una Corte islamica della Sharia. Lo scrive un sito di informazione locale citando testimoni, secondo i quali i jihadisti hanno imposto classi separate per uomini e donne in scuole e università.

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