“Ogni giorno la vita è una grande corrida… Ti distrugge lo stress “, cantava il grande Renzo Arbore in un suo fortunatissimo programma Rai vecchio di almeno 30 anni fa. Niente di più vero: se lo stress è la risposta della mente e del corpo a compiti anche diversi tra loro per natura e carica emotiva, percepiti a volte come eccessivi, con gli impegni e i contrattempi che il quotidiano ci chiama ad affrontare possiamo dire senza tema di esagerazione che è lo stress il peggior di tutti i mali.

Ma per combatterlo una soluzione c’è, e alla portata di tutti: colpa anche il costante bombardamento di informazioni cui siamo sottoposti in ogni momento della giornata, in primis per sconfiggere lo stress occorre la solitudine. Attenzione, non l’esclusione da ogni rapporto di amicizia, di  affetto e l’allontanamento dai piaceri sociali, ma quella solitudine introspettiva e calmante.

Bastano solo 15 minuti al giorno. Secondo uno studio guidato dall’Università di Rochester, e pubblicato su Personality and Social Psychology Bulletin, trascorrere un quarto d’ora da soli nell’arco della giornata, a leggere o semplicemente a far fluire i pensieri, può aiutare a stare subito meglio, a sentirsi calmi e rilassati.

La ricerca
Per verificare i benefici dei momenti di solitudine scelti con accortezza, differenti dall’isolamento sociale che invece secondo diversi studi ha effetti negativi, sono state prese in esame per un esperimento 114 persone, a cui è stato chiesto di sedere da sole per 15 minuti, riducendo così il carico emotivo e di interesse suscitato da 15 minuti di conversazione. Quando è stato chiesto loro di compilare un questionario, i partecipanti all’esperimento mostravano di avere meno probabilità di provare emozioni negative, tra cui irritabilità, sofferenza o agitazione.

Un’ulteriore prova che ha coinvolto 108 persone ha mostrato invece che per il benessere non era importante cosa si facesse da soli, se si rimanesse in compagnia dei propri pensieri o si leggesse un libro: l’unico lato negativo era che dopo un quarto d’ora subentrava in alcuni una sensazione di solitudine.

Un secondo esperimento ha poi coinvolto 173 persone, a cui è stato chiesto di trascorrere da sole un quarto d’ora al giorno per una settimana, non facendolo poi per altri sette giorni. Da qui è emerso che stare da soli per un periodo limitato, soprattutto se si sceglie di farlo, aumenta sensazioni relative alla pace e al relax. Insomma, se da una parte si ‘mitigano’ gli aspetti positivi legati alla socialità se ne recuperano altri, in particolar modo quando si ha bisogno di un momento di ‘decompressione’.

“Il segreto di una buona vecchiaia non è altro che un patto onesto con la solitudine”, scriveva Gabriel Garcia Marquez del suo romanzo più celebre. Sin da piccoli veniamo abituati a pensare che stare da soli sia negativo, un segno che distingue i falliti dalle persone di successo. E’ necessario invece liberarci di questa convinzione e pensare invece che la solitudine può diventare una delle esperienze più appaganti della nostra vita. In fondo, la solitudine è un rincontrare se stessi. È un momento di riflessione.