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Locri, in 25mila contro le mafie: siamo tutti sbirri

Due notte fa, le scritte dell’ndrangheta apparse sul muro del vescovado di Locri che ospitava Don Ciotti, presidente di Libera, in occasione della Giornata nazionale della Memoria in ricordo delle vittime delle mafie.

Oggi in risposta a “più lavoro meno sbirri”, 25mila persone si sono riunite  per onorare la ricorrenza e ricordare tutte quelle persone che, in vita, hanno difeso i più deboli e portato avanti la loro lotta contro la criminalità organizzata.

Oggi a Locri siamo tutti sbirri – ha affermato Don Luigi Ciotti – Ricorderemo tanti nomi di esponenti delle forze dell’ordine che hanno perso la vita e nessuno li può etichettare e insultare”. Poco dopo è partito il corteo con il quale Libera celebra a Locri la XXII Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, a due giorni dalla visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. 

Ma le manifestazioni non si sono fermate al comune di Reggio Calabria. Come riferisce Libera, Si sono tenuti iniziative e cortei in altri quattromila luoghi italiani, con più di cinquecentomila presenze.

Lo slogan di quest’anno è “Luoghi di speranza, testimoni di bellezza”: alla testa del corteo vi sono i familiari delle vittime e dietro di loro, il ministro della Giustizia Andrea Orlando e il presidente del Senato, Pietro Grasso. Seguiti ovviamente dalle migliaia di persone venute da tutta Italia.

Se volevano ottenere un effetto hanno ottenuto quello contrario – ha detto la seconda carica dello Stato – cioè di una piena solidarietà da parte di tutta Italia a Libera, a don Ciotti e a questo movimento che è un movimento per la legalità e per l’affermazione della cultura della legalità che non è solo rispetto delle leggi ma la possibilità di andare avanti con principi di solidarietà, e per dare un futuro migliore sopratutto ai nostri giovani”.

Dopo l’arrivo in piazza è prevista la lettura dei nomi delle 950 vittime innocenti della mafia, con il presidente di Avviso pubblico, Roberto Montà, don Ciotti e un familiare delle vittime di mafia. Nel pomeriggio spazio ai seminari e agli approfondimenti e poi un’assemblea degli studenti contro le mafie.

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