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L’ombra di Haftar sull’attentato a Tripoli

Sarebbe Khalifa Haftar il regista dell’attentato di sabato scorso nei pressi dell’ambasciata italiana a Tripoli. A sostenerlo sono le Forze speciali di deterrenza (Rada) di Tripoli.

A compiere l’attacco sarebbero stati tre militari dell’operazione Dignità, comandata dal generale ex-gheddafiano, oggi braccio armato del governo di Tobruk, sostenuto dalla Russia e dall’Egitto, che controlla di fatto gran parte della Cirenaica, la regione orientale della Libia.

Le Forze speciali di deterrenza, invece, sono schierate con il governo di accordo nazionale di Fayez al-Sarraj: l’unico governo libico riconosciuto dalla comunità internazionale, l’unico con cui l’Italia abbia rapporti diplomatici, ma che del territorio libico controlla una porzione decisamente ridotta. Fondate nel 2012 e forti di 5-10 mila uomini, sono comandate da Abdulrauf Kara, un islamista.

Secondo Ahmed Salem, il portavoce delle forze speciali, i tre esecutori dell’attacco sarebbero stati identificati: Milood Mazin e Hamza Abu Ajilah sarebbero i due attentatori morti nell’esplosione dell’autobomba, Omar Kabout il terzo complice, che è riuscito a scappare ed è ancora ricercato. Quest’ultimo – continua Salem – sarebbe un alto ufficiale dell’operazione Dignità nella Libia occidentale.

Non era previsto che si trattasse di un attacco suicida. Mazin e Abu Ajilah avrebbero dovuto parcheggiare l’auto carica di esplosivo lungo il muro di cinta dell’ambasciata, mentre Kabout li avrebbe dovuti portare al sicuro prima dell’esplosione.

“L’obiettivo del fallito attacco all’ambasciata d’Italia era politico”, ha detto Salem al Libya Observer, “ovvero compromettere la sicurezza nella capitale”. L’ambasciata italiana aveva riaperto i battenti il 9 gennaio scorso: in città governano le milizie – ognuna con i propri nemici e la propria agenda politica – e le istituzioni di quello che in teoria sarebbe il governo lavorano asserragliate in alberghi e centri congressi. L’esplosione non ha provocato altre vittime oltre ai due attentatori.

F.M.R.

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