Luca-di-Tolve_Trento_convegno

Luca Di Tolve: “Ero gay e Dio mi ha aiutato”

“Luca era gay adesso sta con lei”. Così cantava Povia nella discussa canzone presentata a Sanremo 2009. Il protagonista e ispiratore della canzone, Luca di Tolve è ora un leader.

Di Tolve (all’attivo un libro in edizione riveduta nel 2015) guida infatti  un seminario al centro di spiritualità Sant’Obizio, di proprietà della Congregazione Sacra Famiglia di Nazareth, e  testimonia con la sua storia di “ex gay” la verità del suo messaggio: essere gay non è una malattia, ma è comunque un problema che, in quanto tale, può essere risolto, come in questo caso, “aprendo il proprio cuore a Gesù” e abbandonandosi alla volontà di Dio.

“Adamo ed Eva, dove siete”. Al prezzo di 185 euro, tre leader, ex gay  (quindi testimoni che la “guarigione” è possibile),  insieme a un frate francescano e a un padre passionista, guidano i fedeli in un percorso di cinque giorni dal titolo “Adamo ed Eva, dove siete?” che ha come obiettivo il “ritorno all’eterosessualità”. La condizione di partenza è quella di un disagio dei partecipanti verso loro stessi o meglio, verso una parte di sé che fanno fatica ad accettare.

L’approccio adottato dal seminario in questione risulta decisamente semplicistico, (i continui richiami a Satana, al “dominio delle tenebre”, ma anche il riferimento all’essere lasciato “troppo tempo in incubatrice”, lontano dalla madre come origine dell’omosessualità), soprattutto riguardo a una questione complessa come l’identità sessuale.

La questione dell’orientamento sessuale nel mondo accademico. Tuttavia il “seminario” rappresenta uno dei modi, non per forza quello più giusto, di aderire a una tendenza che oltre al mondo cattolico, coinvolge anche una parte del mondo laico, quella cioè di considerare l’orientamento sessuale come un comportamento appreso che, in quanto tale, può essere modificato. Nel mondo accademico, per esempio nell’ambito della psicologia clinica, vi sono ricerche che sostengono questa tesi, che fanno riferimento a precisi “modelli genitoriali” (come ve sono invece altre che sostengono che l’orientamento sessuale sia innato) e, questo è il punto, si tratta di una questione aperta. Tutto ciò ovviamente non riguarda il rigetto della discriminazione o della violenza nei confronti di omosessuali, al quale aderiscono entrambe le correnti.

Papa Francesco: “Dio non ha paura delle novità”. L’apertura verso gli altri e la non banalizzazione di ciò che al giorno d’oggi, in qualunque modo la si pensi, rappresenta per l’individuo che lo intraprende un percorso complesso e sofferto dal punto di vista personale ed emotivo, è il messaggio che lo stesso Papa Francesco aveva dato lo scorso ottobre, nel corso della beatificazione di Paolo sesto: “Dio non ha paura della novità”, aveva affermato infatti Papa Bergoglio, in relazione al documento (Relatio Synodi) approvato dal Sinodo straordinario, che farà da base al Sinodo ordinario del 2015. Nel documento, si parla non solo dell’accoglimento dei singoli omosessuali nella comunità, ma anche delle coppie.

Il tema del Sinodo che si terrà il prossimo ottobre, “La vocazione e la missione della famiglia nella Chiesa nel mondo contemporaneo”, rappresenta forse il tentativo della Curia di aprirsi alle “novità”, toccando questioni di primario interesse non solo per la comunità cristiana ma per l’intera società, sempre più coinvolta in temi che riguardano la libertà dell’individuo, compresa quella sessuale.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.