Manifestazioni per la legalizzazione davanti al Parlamento di Montevideo

L’Uruguay legalizza la marijuana: si troverà in farmacia

Il parlamento di Montevideo approva la legge sulla cannabis. Monito dell’Onu al governo: Violate le convenzioni sulla droga.

Manifestazioni per la legalizzazione davanti al Parlamento di Montevideo

Manifestazioni per la legalizzazione davanti al Parlamento di Montevideo

L’Uruguay da oggi è il primo paese al mondo a legalizzare ed assegnare allo Stato la produzione e la vendita della marijuana. La legge, fortemente voluta dal presidente Mujica, è stata approvata ieri dalla Camera alta di Montevideo dopo 12 ore di dibattito, con 16 voti a favore delle sinistre e 13 contrari del fronte conservatore. 

l’International Narcotics Control Board (Incb), facente capo alle Nazioni Unite, ha già  avvertito l’Uruguay che  sta violando le convenzioni internazionali sulla droga.

Ecco intanto tutti i particolari della legge. Il provvedimento entrerà in vigore nell’aprile 2014.  Ai consumatori sarà consentito, purché maggiorenni, di acquistare fino a 40 grammi di marijuana al mese. Il  prezzo sarà di circa 1 euro al grammo, il 30 per cento in meno del costo sul mercato illegale.

Per un debito confronto, in Olanda 1 grammo costa fra gli 8 ed i 15 euro. La vendita della marijuana avverrà nelle farmacie statali. I consumatori per acquistarla dovranno registrarsi su un database, coperto dalla privacy.  

La coltivazione sarà affidata a cooperative private, ma sempre sotto il controllo dello Stato. Sarà anche consentito a privati cittadini di far crescere in giardino o sul terrazzo di casa fino a 6 piantine di cannabis all’anno. Per evitare la nascita di un turismo della marijuana, non sarà consentita la vendita agli stranieri.

Molti osservatori considerano quello votato dal parlamento di Montevideo un esperimento ad alto rischio. Il presidente Jose Mujica, 78 anni, con un passato da guerrigliero di sinistra ai tempi della dittatura, ha detto che

“è una risposta pragmatica al narcotraffico”. Lo scopo, ha aggiunto, “è di sottrarre il business della droga alla criminalità assegnando allo Stato il controllo sulla catena produttiva e sul mercato”.

La maggioranza della popolazione, però, è contraria al provvedimento. E anche Papa Francesco nel suo viaggio in Brasile a luglio si è detto contro la legalizzazione della cannabis. Ma le cose vanno avanti. Responsabili del governo ieri hanno detto che la produzione e la vendita della marijuana di Stato sarà pronta a giugno-luglio del prossimo anno.

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