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M5S: accolto a Genova ricorso Cassimatis

Il giudice Roberto Braccialini ha sospeso l’esclusione della lista di Marika Cassimatis, la candidata del Movimento 5 stelle vincitrice delle Comunarie per la candidatura a sindaco di Genova e poi ‘scomunicata’ da Beppe Grillo. Il giudice ha sospeso anche il ‘ripescaggio’ della lista di Luca Pirondini. Il tribunale civile ha dunque accolto tutto il ricorso d’urgenza presentato dagli avvocati Lorenzo Borrè e Alessandro Gazzolo.

Anche se Beppe Grillo è il ‘capo politico’ del Movimento 5 Stelle non ha il potere di veto sulle decisioni delle assemblee telematiche. Tali decisioni anzi sono vincolanti per lui e per gli eletti”. E’ quanto scrive il giudice Roberto Braccialini nell’ordinanza con cui ha accolto l’istanza di Marika Cassimatis. Il giudice fissa alcuni principi fondamentali per tutta la vicenda del “caso Genova”. “Nonostante non sia particolarmente agevole ricostruire le regole organizzative del Movimento e l’istanza dirigista riconosciuta a Grillo, quest’ultimo non ha un potere di intervento nel procedimento di selezione delle candidature”.

Il giudice nell’ordinanza con cui ha accolto l’istanza di Marika Cassimatis si sofferma anche sulle seconde votazioni, quelle che hanno “incoronato” Luca Pirondini a candidato sindaco. “Alle votazioni su tematiche locali possono partecipare solo gli iscritti residenti in quell’ambito territoriale. Le votazioni nazionali possono solo confermare o meno votazioni già prese. E quelle indette il 17 marzo erano una cosa diversa da quelle annullate”.  Marika  Cassimatis, appresa la sentenza che riammette la sua lista per rappresentare il M5S alle comunali di Genova, esulta perché “questa è una vittoria politica, non solo legale. E’ la vittoria del rispetto delle regole, della democrazia, della legalità e della trasparenza su cui il Movimento fonda la sua esistenza”. “Se il Movimento propone democrazia, legalità e trasparenza e non gestisce al suo interno in modo democratico e secondo le regole che si è dato la selezione dei candidati… Qualcuno può farsi delle domande”, aggiunge.

La decisione del tribunale civile di Genova complica la situazione in casa Cinque Stelle perché di fatto annulla tutto: l’esclusione della professoressa e la possibilità che a rappresentare il M5S sia Luca Pirondini, lo sconfitto da Cassimatis, ma vincitore delle Comunarie bis indette da Grillo con voto on line in tutta Italia svolte dopo l’annullamento delle Comunarie del 14 marzo che avevano assegnato la vittoria alla Cassimatis. A questo punto il rischio è che il Movimento non abbia candidati alle elezioni a Genova.

“Un candidato c’è ed è Marika Cassimatis. Il Movimento, se non la candidasse, dovrebbe boicottare una decisione del giudice”. E’ quanto sostiene l’avvocato Lorenzo Borrè che assiste la professoressa ‘scomunicata’ da Grillo. “Ho comunicato questa mattina a Cassimatis la decisione del giudice – ha detto Borrè – e mi ha risposto dicendomi “Evviva”, era a lezione. Il presidente ha comunque accolto tutte le nostre richieste facendo proprie le nostre argomentazioni”. Formalmente Cassimatis è in corsa per le comunali a Genova, ma Grillo potrebbe impedirle di usare il simbolo M5s, perché la titolarità è di un movimento diverso dal MoVimento che ha espulso la professoressa: il simbolo è di una associazione registrata da Grillo nel 2012, dal commercialista Andrea Nadasi e dal nipote di Grillo, l’avvocato Enrico Grillo. Grillo però guida entrambi.

La Cassimatis e la sua lista erano stati bocciati da Grillo per alcuni like a commenti di fuoriusciti dal Movimento come il sindaco di Parma Pizzarotti e il consigliere comunale di Genova Putti, “quando erano ancora nel Movimento” si è difesa la professoressa. Cassimatis nei giorni scorsi è stata sospesa dal Movimento.

 

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