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M5S, Grillo condannato per diffamazione

Beppe Grillo condannato a un anno e a una multa di 1.250 euro per diffamazione. Nel corso di un comizio per il refendum sul nucleare, l’11 maggio 2011, il leader del M5S aveva rivolto delle accuse al prof. Franco Battaglia, docente di Chimica ambientale all’Università di Modena: “Vi invito a non pagare più il canone, io non lo pago più – aveva detto Grillo – perché non puoi permettere ad un ingegnere dei materiali, nemmeno del nucleare, parlo di Battaglia, un consulente delle multinazionali, di andare in televisione e dire, con nonchalance, che a Chernobyl non è morto nessuno. Io ti prendo a calci nel c…o e ti sbatto fuori dalla televisione, ti denuncio e ti mando in galera”.

Ad Annozero, sempre nel 2011, Battaglia partiva dai limiti, indiscutibili ancora oggi, sulle effettive capacità delle fonti rinnovabili di coprire il fabbisogno energetico della popolazione mondiale”. Sosteneva inoltre che gli incidenti delle centrali nucleari di Chernobyl e Fukushima, rispettivamente nel 1986 e nel 2011, “dimostrano che il nucleare è la tecnologia di creazione elettrica più sicura che c’è”, citando lo studio dell’UNSCERAR (United Nations Scientific Committee on the Effect of Atomic Radiation) che dichiarava che, a vent’anni dall’incidente in Ucraina “non vi è alcuna evidenza di un impatto significativo sulla salute pubblica riconducibile all’esposizione alle radiazioni.

“Non ci sono prove scientifiche – continuava il testo – di un aumento dell’incidenza di cancro o di tassi di mortalità generale o nei tassi di patologie non maligne che potrebbero essere correlati all’esposizione alle radiazioni”. Il professore ha riferito al Tribunale di Ascoli Piceno anche di alcuni atti vandalici a danno della  sua auto.

Intato Grillo commenta così la sentenza: “Forse fa paura che il Movimento 5 Stelle si stia avvicinando al governo? Se Pertini e Mandela sono finiti in prigione potrò andarci anch’io per una causa che sento giusta e che è stata appoggiata dalla stragrande maggioranza degli italiani al referendum”.

“Contrariamente a quanto riportato da alcuni organi di informazione, la pena non è stata sospesa”, tiene a precisare il leader dei Cinque Stelle.

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