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Mali: blitz finito, 27 morti. Tre terroristi uccisi

Finisce in bagno di sangue l’assalto jihadista al hotel Radisson Blu a Bamako, la capitale del Mali. Il raid delle forze speciali locali, spalleggiate da americani, francesi e soldati dell’Onu si è concluso con 27 vittime, oltre ad almeno tre terroristi affiliati ad Al Qaida e guidati dal famigerato Mokhtar Belmokhtar, ex contrabbadiere soprannonimato Mr Malboro, reduce della lotta in Afghanistan e signore della guerra nordafricana.

Al momento il bilancio del tragico assalto, è dunque di 27 morti. Tra le vittime c’è certamente un funzionario belga. Quando i terroristi, una dozzina di terroristi con armi da fuoco e granate, hanno fatto irruzione nell’albergo al grido “Allah u Akbar!”, Dio è grande, erano presenti 170 persone. Tra gli ospiti si trovavano almeno 20 cittadini indiani, tutti riusciti a scappare dal hotel; almeno sette cinesi; sette algerini (la maggior parte personale diplomatico, tutti tratti in salvo); sette turchi (cinque tratti in salvo); quattro belgi; due marocchini; due russi (impiegati di una compagnia aerea); un guineano; un numero ancora imprecisato di francesi (fra cui almeno 12 dipendenti dell’Air France, già “in un luogo sicuro”); due tedeschi (riusciti a fuggire); e almeno sei cittadini statunitensi (salvati dalle forze speciali); a questi vanno aggiunti 30 dipendenti dell’albergo. Ancora da verificare l’autenticità del tweet con cui l’attacco è stato rivendicato da Al Mourabitun.

I servizi di sicurezza del Mali, invece, sospettano che dietro l’attacco ci sia il network jihadista Ansar Din, di cui fa sapere di aver sventato vari progetti di attentati nella stessa capitale maliana ad opera delle due brigate Khalid Ibn Walid e Fronte di liberazione di Massina.

Il commando di terroristi aveva fatto irruzione nell’hotel Radisson Blu a Bamako stamattina prendendo in ostaggio 170 persone: una trentina di dipendenti e circa 140 ospiti della struttura. Secondo la CNN, per impadronirsi dell’hotel i terroristi avrebbero ucciso tre persone, due maliani e un francese. Non si hanno notizie di altre vittime.

Nella struttura è in corso l’intervento delle forze speciali di Bamako e dei caschi blu di MINUSMA, la missione ONU in Mali che assicura il rispetto del cessate il fuoco tra l’esercito regolare e i secessionisti tuareg, che controllano ancora zone nel nord del paese.

In seguito le autorità maliane hanno chiesto l’aiuto di forze speciali francesi: il loro intervento è necessario perché i sequestratori hanno spostato gli ostaggi nel parcheggio sotterraneo dell’hotel, che ha meno punti d’accesso ed è più facile da difendere.

Le autorità sono convinte che l’attacco sia di matrice jihadista: si sospetta di Ansar Dine, un’organizzazione fondamentalista legata ad al-Qaeda, che nel 2012 ha appoggiato il tentativo di secessione dei tuareg. Appena ieri, il presidente francese François Hollande ha ricordato l’intervento militare della Francia, che aiutò l’esercito regolare maliano a riprendere il controllo del Paese: “I terroristi lo sanno – ha detto il presidente – per questo ci odiano”.

I miliziani avrebbero liberato decine di ostaggi che avrebbero dimostrato di saper recitare passi del Corano, il che avvalorerebbe la pista jihadista. Una dinamica del genere si era già vista all’opera lo scorso aprile nell’attacco al campus universitario di Garissa, in Kenya; anche allora a colpire erano stati miliziani legati ad al-Qaeda.

Il numero degli ostaggi liberati non è ancora chiaro: sarebbero 50 per l’agenzia turca Anadolu, 80 secondo fonti ufficiali del governo di Bamako.

I miliziani hanno armi da fuoco e granate. Sarebbero entrati nell’hotel intorno alle 9.45 di stamattina a bordo di un’auto con targa diplomatica e avrebbero iniziato l’attacco dal settimo piano, dove alloggia il personale di Air France di passaggio in Mali. Secondo quanto riferisce Reuters, fra gli ostaggi ci sarebbero anche quattro dipendenti di Turkish Airlines, mentre altri tre loro colleghi sarebbero stati liberati.

All’inizio si pensava che i miliziani entrati in azione fossero almeno una decina, ma secondo testimonianze successive non sarebbero più di quattro.

Un portavoce del gruppo Carlson Rezidor, che controlla Radisson, conferma che “l’hotel è sbarrato e nessuno può entrare o uscire”: lo riferisce la tv USA NBC News. Lo stesso portavoce ha riferito che la società sta preparando l’elenco degli ospiti della struttura. Fra gli ostaggi ci sarebbero almeno nove cittadini cinesi, secondo quanto riferisce l’agenzia di stampa di Stato Xinhua, mentre un decimo sarebbe riuscito a scappare e pubblicare un video dell’attacco sul social network Weibo, l’equivalente cinese di Facebook. Sul sito del Times of India si legge invece che almeno venti degli ostaggi sarebbero indiani.

“Mi hanno svegliato i colpi di arma da fuoco ma ho pensato che fosse un piccolo gruppo di banditi. Dopo 20 o 30 minuti ho capito che non erano semplici criminali”, ha riferito alla BBC il cantante guineano Sekouba Bambino, ospite dell’albergo, dopo essere stato liberato.

L’hotel Radisson Blu è una struttura lussuosa del centro di Bamako, frequentata in maggioranza da stranieri tra cui molti cinesi e francesi. Il ministero degli Esteri di Parigi ha attivato l’unità di crisi, come ha fatto anche la Farnesina, mentre l’ambasciata USA ha diramato un comunicato che invita i cittadini statunitensi a mettersi al sicuro.

La porzione settentrionale dello Stato africano era caduta in mano ai separatisti armati nel 2012, con l’aiuto di Ansar Dine e altri gruppi più o meno legati alla galassia fondamentalista. L’intervento militare della Francia cambiò in modo determinante le sorti del conflitto. Il secondo cessate il fuoco – il primo durò solo tre mesi – è stato firmato lo scorso 19 febbraio ad Algeri.

La Francia mantiene in Mali un contingente di circa 2000 unità. Nel Paese ci sono anche militari italiani, in numero molto minore. Lo Stato maggiore italiano ha smentito qualsiasi loro coinvolgimento nel sequestro di oggi.

F.M.R.

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