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Manchester: trovato materiale per altre bombe

La polizia di Manchester ha trovato materiale per realizzare altri ordigni esplosivi nei raid compiuti dopo la strage all’arena. Ne dà notizia l’Independent, secondo cui potevano essere utilizzati in “attacchi imminenti”. Sui media del Regno Unito l’ipotesi che circola è che l’appartamento perquisito ieri dagli agenti nel centro della città fungesse da luogo per la costruzione delle bombe.

La notizia del ritrovamento di esplosivo per possibili altre azioni criminose ad opera dell’Isis, arriva a distanza di oltre 48 ore dalla strage al Manchester Arena dove lunedì sera si è svolto il concerto della cantante Ariana Grande, idolo dei più giovani.  Il killer che si è fatto esplodere nel suo intento lasciando per terra i corpi di 24 ragazzi, tra cui una bimba di 8 anni, e ferirne oltre 120. Ma la conta dei morti per mano dell’Isis, che ha rivendicato l’azione terroristica, potrebbe non essere ancora finita. E’caccia all’uomo per provare a smascherare la rete di complicità attorno al kamikaze Salman Abedi: il 22enne, che con un fratello avrebbe giurato fedeltà all’Isis, fattosi saltare in aria lunedì sera fra le famiglie (ragazzi, bambini, genitori) reduci dal concerto all’Arena. Salman, figlio di rifugiati libici anti-Gheddafi sbarcati nel Regno Unito negli anni ’90 e nel frattempo tornati in patria, non è stato che una pedina, a quanto pare. L’ordigno che s’era caricato nello zaino con il quale si è fatto poi esplodere era abbastanza sofisticato da escludere che possa aver fatto tutto da solo. Di qui la convinzione che esista almeno una cellula, che questa sia ancora attiva e disponga come minimo di uno specialista. Una convinzione che ha spinto il governo di Londra, e il comitato di emergenza Cobra riunito due volte in poche ore dalla premier Theresa May, a portare l’allerta nel Paese al livello ‘critico’: il più alto nella scala delle minacce, proclamato solo due volte in passato, l’ultima 10 anni fa. Significa che un possibile nuovo attacco viene considerato imminente, come ha confermato la ministra dell’Interno, Amber Rudd, pur parlando di “progressi nelle indagini”. Intanto, a Londra e altrove, vari luoghi sensibili sono stati di fatto militarizzati, cosa quasi senza precedenti, inusitata, sull’isola. Alle centinaia di poliziotti armati in più, si sono aggiunti circa mille soldati schierati nella sola capitale: dove Buckingham Palace ha sospeso a malincuore la tradizione secolare del cambio della guardia a scopo precauzionale e il Chelsea di Roman Abramovich e Antonio Conte ha dovuto rinunciare alla sua ‘parata della vittoria’.

Nel Paese nordafricano di provenienza del kamikaze sono stati arrestati un secondo fratello di Salman Abedi (Hassan), dopo che il primo (Ismail) era stato catturato martedì a Manchester. Fermato pure il padre Ramadan. Sono quindi ora in tutto sei uomini e una donna le persone arrestate nell’ambito delle indagini sull’attacco suicida avvenuto lunedì sera al concerto all’Arena. In Gran Bretagna ieri sera la polizia ha arrestato la settima persona in connessione all’attentato di Manchester: un uomo è stato fermato ieri dopo che la polizia ha effettuato ricerche nella città inglese di Nuneaton, circa 160 chilometri a sud di Manchester. Si tratta del primo arresto in Inghilterra a svolgersi al di fuori di Manchester dal giorno dell’attentato.

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