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Marino indagato per gli scontrini: è peculato

“Mi sono dimesso perché volevo andare dai magistrati senza alcuna protezione formale” ma “non ho mai, ripeto mai, usato denaro pubblico a fini privati”. Lo aveva dichiarato solo una settimana fa. In realtà Ignazio Marino nella vicenda degli scontrini fiscali, relativi a spese da lui effettuate con denaro pubblico, si è impantanato. Sul sindaco di Roma, eletto nel 2013 con il voto di un romano su quattro, penderebbe l’accusa di peculato, reato per il quale il Codice Penale (art. 314) prevede una pena da 4 anni a 10 di reclusione per il “pubblico ufficiale o incaricato di pubblico servizio che, avendo per ragione del suo ufficio o servizio il possesso o comunque la disponibilità di denaro o di altra cosa mobile altrui, se ne appropria”. In pratica, Marino sarebbe indagato proprio per le sue spese personali,  le stesse per le quali, non sapendo più cosa inventare, ha disconosciuto la sua firma sui giustificativi presentati addebitando colpe sue –  se parliamo di ristoranti sono più d’uno i ristoratori che lo hanno sconfessato ricordando la sua presenza insieme alla sua famiglia – a qualcuno della sua segreteria.

Ma non è tutto: Ignazio Marino risulta indagato anche per presunte irregolarità nei pagamenti ai collaboratori effettuata dalla organizzazione non profit, Imagine, da lui fondata nel 2005,  nata per portare aiuti sanitari in Honduras e Congo. La notizia è stata resa nota ieri pomeriggio, subito dopo che il primo cittadino ha comunicato il ritiro delle sue dimissioni. La cosa strana, però, è che era stata data al contrario: inizialmente si riportava infatti che la procura di Roma aveva chiesto l’archiviazione della posizione di Marino nel merito. Anche il suo legale, Enrico Musco, lo stesso che lo assiste nella vicenda che lo ha portato il 12 ottobre scorso a rassegnare le dimissioni, sentito per conferma, aveva dichiarato di sapere che “la vicenda era quasi conclusa con richiesta di archiviazione”, aggiungendo che avrebbe comunque controllato in Procura oggi. La Procura di Roma, invece, ha dovuto smentire la notizia  riguardante la richiesta di archiviazione della posizione del sindaco Ignazio Marino in merito all’inchiesta che vede coinvolta la Onlus Imagine.

Ora il primo cittadino che con tutta probabilità oggi sarà sfiduciato in Aula dai suoi  19 consiglieri pronti a dimettersi, risulta invece avere ben due indagini a suo carico.

La guerra di nervi tra il sindaco dem e il suo partito oggi vede molto probabilmente la sua ultima battaglia. Con la conseguenza che per Marino questa sarà la sua ultima giornata in Campidoglio.

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