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Marino: l’ ‘oracolo’ ha parlato. Ma Orfini lo avverte

Finalmente l’oracolo al contrario ha parlato. Al contrario perché nella tradizione è considerato oracolo un essere o ente che è fonte di saggezza: dà sentenze, responsi, prevede. Ignazio Marino, invece è tutt’altro e lo ha dimostrato anche oggi con il suo “buongiorno” ai romani dagli studi di Unomattina.

Silenzioso per tutta la durata del suo chiacchieratissimo viaggio a Filadelfia, sulla strada del ritorno, ancora in volo verso la città da lui amministrata, ha fatto le sue prime dichiarazioni sulle polemiche che lo stavano travolgendo “stufo delle polemiche create ad arte per danneggiare l’immagine di Roma”. Si è subito dichiarato dispiaciuto del fatto che “qualcuno abbia addirittura disturbato il Santo Padre per questi motivi”. Già, davvero disdicevole disturbare il Santo Padre per chiedere se quello che dice Ignazio Marino corrisponda a…bugia!

Per chi, magari imbottigliato nel traffico cittadino oggi ancora più congesto causa prime gocce di pioggia, avesse perso le perle di saggezza che quest’uomo che  mostra ogni giorno di più incapacità nello svolgimento dei suoi compiti istituzionali, ecco le risposte che il sindaco della metropoli più grande e importante d’Italia, quella che si appresta a ricevere 33 milioni di pellegrini per l’Anno Santo Straordinario,  ha dato al giornalista Franco Di Mare, conduttore della trasmissione su Rai1:

“Stiamo ricostruendo una città dove di fatto, per molti anni, tutto è stato lasciato all’incuria. Basti pensare a via Marsala, accanto alla stazione Termini,” dove nel corso dei lavori di rifacimento del manto stradale “è emerso che le caditoie non erano neanche collegate con il sistema fognario”. “Credo – ha aggiunto – che la nostra città abbia fatto una sorta di ‘reset'”.

 Fuori la prima panzana (e sfido chiunque, con fatti alla mano, a dimostrare il contrario), cui peraltro ha fatto seguito su altro canale delle Tv di stato, Rai3, la smentita del PD romano, Matteo Orfini: “Marino guidi la città, meglio di come ha fatto finora”, ha detto durante la trasmissione Agorà. Un avvertimento? E’ probabile.

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“Io non sono un sindaco sceriffo che gira con le pistole: io faccio il sindaco, amministro la città (su questo chieda i parere ai romani, ndr). Le forze dell’ordine garantiscono la sicurezza. Queste sono cose che sono abbastanza chiare a quasi tutti gli italiani”. Lo ha affermato ancora lui, Marino, in merito alle polemiche sulla sua assenza in alcuni momenti chiave della vita della città. Per intenderci, i riferimenti erano agli ultimi due avvenimenti: il funerale-show dei Casamonica, che sarebbe passato se qualcuno non avesse voluto dargli l’esagerato e pubblicitario risalto che ha avuto,  e il crollo del contro-soffitto alla fermata Spagna della Metro A che lunedì 28 settembre ha comportato l’intero blocco della linea, la più trafficata delle tre, per 8 ore. Evento liquidato da Atac come “inconveniente per mera fatalità”, mentre invece per l’assessore ai trasporti Esposito, le “infrastrutture vecchie, siamo appesi alla fortuna”. Scusi, Sindaco, ma che c’entrano le forze dell’ordine e il loro compito di la sicurezza?

Archiviata anche la seconda esauriente e impropria risposta del sindaco dall’eloquio fluente, passiamo all’argomento che ancora scotta: chi ha pagato il suo viaggio a Filadelfia?  Ecco cosa dice Marino:

“Per quel che riguarda le mie spese e quelle di una persona che lavora con me, e che mi ha accompagnato” negli Usa “sono state sostenute dalla Temple University. Dal momento che per mesi ci sono stati rapporti tra il cerimoniale della città di Philadelphia, l’Arcidiocesi e il nostro cerimoniale, per vari aspetti mi ha accompagnato anche un ambasciatore che lavora in Comune, e il capo del Cerimoniale e quelle spese sono state sopportate dal Comune, come è normale ed è sempre stato per tutti i sindaci nelle grandi e piccole città. Il conto esatto non lo conosco”.

Peccato che il conto esatto sia nelle mani dell’opposizione che aveva chiesto di conoscere le spese di quest’ultimo viaggio già prima che il sindaco lasciasse Roma per il settimo viaggio negli Usa: «Marino ha dichiarato il falso: aveva assicurato che il viaggio negli Stati Uniti non sarebbe costato un euro ai cittadini romani. Invece è costato oltre 15mila euro: a tanto ammontano infatti le anticipazioni di cassa per sostenere le spese dei due dirigenti di Roma Capitale al seguito e il pernottamento dello stesso sindaco e della sua addetta stampa a New York». Ad attaccare il sindaco della Capitale è Alessandro Onorato, capogruppo della Lista Marchini.

Arriviamo dunque all’ultima risposta di un Marino a tutto tondo, ancora più sconcertante delle precedenti perché ne conferma l’assoluta mancanza di dignità e rispetto verso….. Ecco cosa dice riguardo alla telefonata del finto Renzi a mons. Paglia, andata in onda nel programma radiofonico l’La zanzara’:  Non esprimo opinioni sui vescovi che hanno il compito di curare le nostre coscienze tuttavia ieri il portavoce della Santa Sede, padre Lombardi, ha smentito le affermazioni di Vincenzo Paglia dicendo che non corrispondono all’opinione della Santa Sede. Paglia è stato smentito dal portavoce del Papa. Non ho nessun commento da fare”.

Il portavoce della Santa Sede – in merito all’esternazione telefonica di Paglia che sulla presenza continua di Marino nei vari eventi ha confidato a ‘Renzi’ che ciò “ha innervosito il Nostro e, questo, indubbiamente mette un bel freno al rapporto”- si è limitato a dichiarare:  “I rapporti fra rappresentanti S.Sede e le Autorità italiane a proposito del Giubileo si sono sempre svolti e continueranno a svolgersi con serenità e correttezza nelle sedi appropriate. Affermazioni riportate da una conversazione privata, ottenuta con inaccettabile inganno, non possono esprimere in alcun modo le posizioni della S.Sede.”

Visto che il sindaco Marino non ci arriva o vuole menarci per il naso anche stavolta, glielo spieghiamo noi: trattasi di rapporti diplomatici tra la Santa Sede e le autorità italiane tutte. Sindaco di Roma compreso. Sono relazioni  che contemperano anche gli interessi in contrasto, ma mirano a favorire la reciproca collaborazione per soddisfare i comuni bisogni.

Ben altro, invece, è  una conversazione privata dove se tra le parti vi sono punti di vista contrastanti è bene chiarirli. Questo, sempre puntando ad una collaborazione schietta, proficua, che abbia al centro non l’interesse si una delle due parti ma il bene comune.

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