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Marino: la figura “da bischero” e le nuove giustificazioni

Questa volta a Ignazio Marino l’appellativo di ‘bischero‘ – lo stupidotto in gergo toscano – è arrivato da mons. Vincenzo Paglia. Sì, proprio quel monsignore che secondo le bugie inventate dal sindaco della Capitale, per motivare il suo ultimo viaggio negli Usa,  lo avrebbe invitato a presenziare, insieme al Santo Padre, all’evento di Philadelphia dedicato alle famiglie.

Ieri, in serata, lo scherzo di un finto Matteo Renzi ha incastrato l’arcivescovo che dal 2012 è presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia. Monsignor Vincenzo Paglia, che convinto di stare al telefono con il Presidente del Consiglio, in realtà un ottimo imitatore del Premier prestato al programma di Radio24 ‘La zanzara’, risponde alle domande sul sindaco della Capitale.

“Come sono andate le cose”, chiede ‘Renzi’ cui “dispiace di importunare il Santo Padre per questa ‘osa…”

E Paglia: Succede che lui ha brigato per sfruttare questa situazione e questo fa imbestialire il Numero Uno”.

“Si è ‘imbucato'”, domanda allora il finto Renzi. “Certo che si è imbucato. Poi io non lo so che cosa si sono detti con Nutter. Il sindaco è una brava persona. Però nessuno lo ha invitato ufficialmente da parte nostra, assolutamente. Io ci parlai una volta, ma così. Il Papa era furibondo”, ha risposto l’arcivescovo.

“In vista del Giubileo c’è fiducia in Marino?”, incalza ancora il finto premier (bella domanda: dovrebbe essere proprio lui a rispondere ai romani, anche se con l’affiancamento del prefetto Gabrielli il messaggio è stato chiaro, ndr) .

È questo il problema secondo me…lui quando stava lì ha insistito per vederlo e rivederlo e questo ha fatto scocciare tremendamente il Papa. Probabilmente Marino aveva qualcosa da farsi perdonare a Philadelphia, poi sta cercando in ogni modo un appoggio, ma questo sai con il nostro non funziona…Però indubbiamente, è chiaro, questo mette un bel freno al rapporto”.

“Se il Santo Padre dice che devo intervenire io lo faccio”, prosegue l’imitatore (speriamo che il presidente Renzi, che tanto da ridere non dovrebbe avere, vista la gravità ed il susseguirsi di figuracce locali e nazionali, causa Marino, rifletta sulle parole del suo alter ego, ndr).

“No, Lui non lo dirà mai. Non dirà mai che devi intervenire, figurati – risponde mons. Paglia – però certo ha fatto proprio la figura del bischero, poi con la fascia unico, lì davanti…”.

Dunque, andiamo per gradi: non sono state le autorità della città di Philadelphia ad invitare il sindaco Marino. Non è stato papa Francesco in persona (ricordate quell’autorevole “è chiaro?” come a dire “non seccatemi più sull’argomento”) né, tanto meno, qualche altro prelato della Chiesa di Roma.

Ecco però, che sul giallo improvvisa e inattesa, a tempo ormai scaduto, arriva una luce (assai debole, però) dalla Temple University di Philadelphia: “Al sindaco Marino abbiamo pagato noi il viaggio, ovvero le spese del volo e del treno. Non l’albergo. Per la precisione, abbiamo pagato il trasporto al sindaco e ad una persona della delegazione”, ha precisato un portavoce dell’ufficio stampa.

Insomma, il sindaco con la faccia di bronzo ha tirato fuori dalla manica un’altra carta. Speriamo solo, se gli è rimasta un po’ di dignità, sia l’ultima.

E, mentre la destra – i consiglieri di FdI Ghera e De Priamo, che sull’ultima gita fuori porta del “sindaco che non conosce vergogna e anziché dimettersi continua a gigioneggiare esponendo la Capitale al ridicolo” sollecitano che sia fatta chiarezza nelle sedi istituzionali preposte, l’abilissimo comico Maurizio Crozza ieri sera, nella puntata del programma “Di martedì”, su La7, nella carrellata sugli argomenti all’ordine del giorno ha lanciato la proposta per il prossimo viaggio di Ignazio Marino. Con tutta probabilita’ per finanziare questo tutti i romani sarebbero disponibili ad autotassarsi: “E’ stato scoperto che su Marte c’è acqua salata – ha detto Crozza – Potremmo spedirci Marino: se nessun si lamenta vuol dire che li’ non c’è vita. Perché, anche se ci fosse un solo batterio, state certi che chiederebbe le sue dimissioni”..

Ma lui, il nostro primo attore? Nessuna dichiarazione all’inaugurazione del “Roma Film Fest”, ieri all’Auditorium, né oggi quando ha partecipato alla cerimonia per l‘ultimo saluto a Pietro Ingrao, lo storico esponente del PCI morto centenario il 27 settembre . Lì, in piazza Montecitorio, c’erano tutti: il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il presidente del Senato, Pietro Grasso, il presidente della Repubblica emerito Giorgio Napolitano con la moglie signora Clio e il presidente del Consiglio, Matteo Renzi .

Non una parola e neanche un incrocio di sguardi tra il Premier e il primo cittadino di Roma. Forse la dislocazione dei posti, uno in terza fila e l’altro in prima, ha favorito questo ennesimo silenzio che a noi romani, però,  la dice lunga.

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