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Marino: sindaco, ambasciatore o ministro degli esteri?

Numerose missioni all’estero, quasi tutte a Londra e negli Stati Uniti con voli in business class. E, poi, cene offerte a rappresentanti della World Health Organization, della stampa estera, ambasciatore del Vietnam, rappresentanti di aziende ospedaliere, chirurghi di fama internazionale. Ma anche parlamentari della Repubblica e loro accompagnatori. Per un totale che sfiora i 50 mila euro: quasi 2000 euro al mese per le spese di rappresentanza del sindaco.  E’ quanto si legge nella nota diffusa dal Movimento Cinque Stelle che finalmente, dopo lunga attesa, è riuscito a mettere le mani sul fascicolo relativo agli extra di Ignazio Marino dal’inizio del suo mandato.

“Un po’ troppo – dicono i ‘grillini’ – Da un Sindaco ci aspettiamo che incontri i cittadini, i comitati di quartiere, le associazioni, soprattutto in periferia dove ad oggi i servizi non esistono. Che dialoghi con le tante realtà produttive che affrontano ogni giorno il disagio di lavorare in una città dove manca tutto, infrastrutture, investimenti”. Ad accertare eventuali “vizi di illegittimità – avvertono –  ci penserà la Corte dei Conti”. “Un dato politico” però, “emerge in maniera chiara: il sindaco Marino ha confuso il suo mandato con quello di Ministro degli Esteri, Ambasciatore, Alto Rappresentante di Stato, o qualche carica simile”. Chiude con questa osservazione la nota del M5S.

Finalmente tutto sembra un po’ più chiaro, ma ecco che all’orizzonte si profila l’ennesima bugia. Una toppa che è peggio del buco. Dopo 5 giorni e 5 versioni diverse, nel corso della commissione Trasparenza di oggi causa latitanza (ma va?) del sindaco Ignazio, si fa avanti il capo del Cerimoniale capitolino, l’avvocato Francesco Piazza, che non potendo produrre alcun invito, dopo le smentite ufficiali, ha esibito una lettera dell’arcivescovo di Philadelphia che tutto è tranne un invito ufficiale. Nella nota, in risposta ad una del sindaco, dopo convenevoli di ringraziamento, l’Arcivescovo, per quanto attiene l’evento del meeting, scrive: ‘sarò lieto di accoglierLa all’arcidiocesi di Filadelfia quando parteciperà al meeting mondiale delle famiglie’. Se avesse scritto accanto al “quando” anche se, forse Marino – o il suo capo del Cerimoniale –  non si sarebbe confuso. E’ chiaro, dunque, che non vi è nulla agli atti che giustifichi l’allontanamento del sindaco cui sarebbe a questo punto consigliabile prendere la residenza negli Usa.

Ma c’è dell’altro: il capo del Cerimoniale, durante l’audizione in commissione Trasparenza, asserisce che nei due giorni a NY, il 23 e il 24 settembre, “il sindaco ha incontrato 16 potenziali investitori, a cui ha illustrato un progetto che permette agli statunitensi di donare somme per il patrimonio archeologico di Roma usufruendo delle stesse detrazioni fiscali che otterrebbero per una donazione a un museo americano”.

Può sembrare esaustiva l’excusatio dell’avvocato Piazza? Si vedrà. Quello che rimane comunque assai grave è “l’assenza del sindaco Ignazio Marino nella commissione Trasparenza di oggi che aveva ad oggetto sia il suo ultimo contestatissimo viaggio in Usa e sia gli altri 27 viaggi fin qui effettuati dal primo cittadino – stigmatizzano gli esponenti di FdI-An Fabrizio Ghera, capogruppo in Campidoglio, e Lavinia Mennuni presidente della commissione Trasparenza di Roma Capitale Spiace che il sindaco abbia ritenuto di non accogliere l’invito della massima istituzione di garanzia e trasparenza del comune che guida. Eppure quale migliore occasione per poter chiarire e spiegare ai romani in una sede ufficiale quanto accaduto, chi lo abbia invitato, quanto sia costato ai romani i suoi viaggi e quali siano stati gli effettivi ritorni positivi per la città di Roma? Nonostante fosse stato dunque ufficialmente convocato il sindaco ha ritenuto di non comparire mostrando scarso rispetto per la massima l’istituzione di garanzia di Roma Capitale. In ogni caso la commissione ha ricevuto la documentazione richiesta da parte di ragioneria e cerimoniale in ordine alla spese del sindaco sostenute nei suoi viaggi. In particolare e’ stata acquisita la documentazione inerente la movimentazione della carta di credito in dotazione al primo cittadino. Documentazione molto delicata e cospicua che ora sarà attentamente visionata trattandosi di spese sostenute con i soldi dei romani, anche se ci chiediamo da subito quale sia l’organo amministrativo chiamato a certificare e a vagliare come legittime le spese sostenute. Insomma il mistero di chi abbia invitato chi continua e con essa la vicenda non esaltante di un primo cittadino che si ammanta spesso dei termini legalità e trasparenza ma che sembra dimenticarlo quando interessano la sua persona”.

Dal suo insediamento nel 2013 a oggi (senza l’ultima trasferta a Filadelfia non ancora tecnicamente rendicontata) il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha effettuato 28 missioni tra Italia ed estero per un totale di spesa di 27.324,58 euro.

 

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