Ignazio-Marino

Marinogate: oggi le dimissioni e parte civile contro Mafia Capitale

Anche se ha detto “non ci ripenso”, di fatto Ignazio Marino ha formalizzato le sue dimissioni dalla carica di sindaco di Roma Capitale solo questo pomeriggio. Dopo avere affidato nella serata dell’8 ottobre il suo messaggio di spiegazioni sull’operato della sua giunta in questi 28 mesi, ad un video postato su Facebook, il sindaco chirurgo ha continuato a svolgere in Campidoglio, come di consueto le sue attività.

Essendo ancora in carica – per legge, lo ha ricordato lui stesso, c’è tempo 20 giorni per ritirare le dimissioni – prima di consegnare le sue intenzioni di abbandonare definitivamente le sue funzioni di primo cittadino nelle mani della presidente dell’assemblea capitolina, Valeria Baglio. Ignazio Marino  ha firmato l’atto di costituzione di parte civile del Comune nel procedimento penale contro 5 imputati nell’inchiesta Mafia Capitale, tra cui l’ex dg di Ama, Fiscon. Il procedimento inizia il 20 ottobre e Marino ha espresso la sua ferma intenzione di partecipare alla prima udienza in veste di sindaco. Poi Marino ha firmato tre ordinanze relative ai lavori per il Giubileo per una spesa complessiva di 10 milioni. I lavori riguardano provvedimenti per il traffico e la mobilità in particolare sul Lungotevere e nell’area di San Pietro.

Dalla Procura della Repubblica giunge invece notizia che è stata affidata alla sezione di pg della Finanza la delega per l’acquisizione di atti e documenti sul caso delle spese sostenute dal primo cittadino in questi quasi 28 mesi di amministrazione dell’Urbe. Al momento, il fascicolo aperto dagli inquirenti in seguito agli esposti presentati da Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle -in cui si ipotizza il reato di peculato – rimane a carico di ignoti e senza titolo di reato. Nei prossimi giorni, vagliate le carte le indagini proseguiranno con la convocazione dei testimoni.

A parte un manipolo di sostenitori che su Change.org ha apposto la propria firma affinché Marino ci ripensi, per sindaco chirurgo c’è la piena bocciatura del presidente del Consiglio, nonché segretario del Pd, Matteo Renzi che alla trasmissione su Rai3 “Che tempo che fa”ha ammesso che nel caso romano si è rotto il rapporto Amministrazione cittadini. E se da una parte, per fare fronte alle emergenze della Capitale che avrebbe dovuto già essere pronta ad accogliere le sfide del Giubileo di Papa Francesco, Renzi dice che c’è bisogno di “una squadra” di commissari che sia “in grado di far funzionare la metropolitana e chiudere le buche, l’abc di un sindaco”, dall’altra precisa subito che saranno i cittadini romani a scegliere il successore di Ignazio Marino.

La Chiesa torna però a far sentire la sua voce: Roma deve essere “stimolata a rinascere, ad avere una scossa”, scrive Vallini. Occorre “ripartire dalle molte risorse religiose e civili presenti a Roma” per realizzare la “formazione di una nuova classe dirigente nella politica”. Lo scrive, in una lettera aperta alla città di Roma il Vicario per la città di Roma di Papa Francesco, cardinale Agostino Vallini, in una lettera aperta alle istituzioni, ai cittadini, “alle forze vive del territorio”, che sarà presentatata pubblicamente il prossimo 5 novembre, lo stesso giorno dell’inizio a piazzale Clodio del processo agli imputati per Mafia Capitale. Il documento è risultato di un anno e mezzo di lavoro del Consiglio pastorale diocesano guidato dal cardinale Vallini e, come ha spiegato il Vicariato, “è un nuovo tassello che si inserisce nella costante attenzione della diocesi di Roma per la Capitale” .

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