Brennero_migranti

Migranti, Austria invia blindati al Brennero

Creare un centro di coordinamento in Libia, stilare un codice di comportamento per le ONG, fare pressione su Libia e Tunisia perché dichiarino in quale area del Mediterraneo svolgere in proprio attività di Search and Rescue (“ricerca e soccorso”). Sono questi i punti principali del piano preparato dalla Commissione europea per affrontare la questione dei migranti.

La UE si impegna a sostenere “l’organizzazione di un centro di coordinamento per i salvataggi in mare pienamente operativo in Libia”. Nel frattempo al governo italiano toccherà di preparare, di concerto con le dirette interessate, un codice di comportamento che disciplinerà le attività di S&R svolte dalle ONG nel Mediterraneo centrale.

Bruxelles sollecita gli Stati UE a contribuire di più al fondo di solidarietà per l’Africa e ad accelerare i ricollocamenti dei migranti di passaggio sbarcati in Italia. Anche Roma dovrà darsi da fare per snellire e accelerare le procedure. In cambio riceverà un finanziamento di 35 milioni di euro, mentre altri 46 milioni serviranno a rafforzare le capacità delle autorità libiche sotto la supervisione italiana.

Il nuovo piano-migranti della Commissione arriva al culmine di una giornata tesissima in Europa, e a due giorni dal vertice informale dei ministri dell’Interno dei 28 che si terrà giovedì a Tallinn, la capitale dell’Estonia.

L’Austria invia quattro mezzi corazzati al Brennero e minaccia di schierare ancora più truppe alla frontiera. Spagna e Francia bocciano l’idea di far sbarcare nei loro porti le navi impiegate nei soccorsi in mare. Intanto a Strasburgo il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani e quello della Commissione Jean-Claude Juncker si scambiano accuse in un’Aula semideserta.

“Molto presto saranno attivati controlli alle frontiere” fra Italia e Austria: ad annunciarlo è il ministro della Difesa di Vienna, Hans Peter Doskozil. Al Brennero saranno schierati “fino a 750 uomini”, un atto “indispensabile se l’afflusso di migranti dall’Italia non diminuisce”.

“I preparativi per i controlli alla frontiera con l’Italia non sono solo giusti ma anche necessari”, gli fa eco il ministro degli Esteri Sebastian Kurz. “Difenderemo il nostro confine del Brennero se ciò sarà necessario”, aggiunge Kurz.

Secondo l’agenzia austriaca APA, il dispositivo straordinario di sicurezza potrebbe essere attivo nel giro di tre giorni. 400 sui 750 uomini delle Forze armate austriache dovrebbero essere forniti dai reparti stanziati in Tirolo, gli altri 300 dal comando militare della Carinzia.

In un’intervista alla stessa APA, il ministro Kurz si difende e lancia un segnale a Bruxelles: “Abbiamo accolto più persone di quanto non abbiano fatto gli altri Stati europei”.

Il messaggio arriva forte e chiaro a Roma, dove Elisabetta Belloni, Segretario Generale del ministero degli Esteri, ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore austriaco René Pollitzer. Juncker invece tira dritto: nel suo intervento davanti al Parlamento UE, il presidente della Commissione promette di dimostrare “con i fatti” tutta la solidarietà “d’obbligo” all’Italia, “che dimostra un atteggiamento eroico”. Ma solo il tempo potrà dire se le misure presentate oggi saranno realmente in grado di incidere sulla situazione.

Intanto, come si accennava, il capo dell’esecutivo comunitario ha trovato il tempo per una schermaglia con il presidente dell’Europarlamento Tajani. A Strasburgo doveva intervenire il premier maltese Joseph Muscat, per concludere il semestre in cui la presidenza dell’Unione spettava al suo Paese (gli subentrerà l’Estonia, fino a fine anno). Ma nell’aula c’erano sì e no trenta onorevoli.

“Siete ridicoli”, ha attaccato Juncker. “Moderi i termini”, gli ha risposto Tajani, ricordandogli che il rapporto istituzionale fra i due organi che presiedono prevede che sia il Parlamento a controllare la Commissione, e non il contrario. Ma Juncker non si è messo sulla difensiva. L’assenteismo di oggi “dimostra che il Parlamento europeo non è serio”, ha detto: “Se ci fossero stati Angela Merkel o Macron, e non un piccolo Paese come Malta, non sarebbe stato così. Non parteciperò più a riunioni di questo tipo”. Prima di scendere dal podio, Juncker ha ringraziato telegraficamente Muscat ed è stato di nuovo ripreso da Tajani.

Secondo l’ultimo rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM), presentato oggi, il totale di migranti arrivati in Europa via mare da gennaio ha superato quota 100 mila. Di questi, quasi l’85% è sbarcato in Italia. In ciascuno degli altri Stati – soprattutto Grecia, Cipro e Spagna – ne sono arrivati meno di diecimila. Le vittime dei viaggi della speranza, secondo le stime dell’OIM, sarebbero 2.247.

“La Guardia costiera libica ha salvato 10 mila migranti”, dice il direttore regionale dell’Organizzazione, Eugenio Ambrosi: “Se non ci fosse stato il loro intervento il numero dei morti sarebbe stato maggiore. Certo non siamo all’ottimale, ci sono molti difetti, ma è quanto abbiamo al momento. E l’addestramento è l’unico modo in cui si può cercare di raggiungere un miglioramento”. Sostenere anche economicamente la Guardia costiera di Tripoli, spiega Ambrosi, non dev’essere considerato un assegno in bianco, perché questa agisce sotto costante “monitoraggio”.

“La nostra priorità è lavorare a monte per ridurre il flusso di migranti verso l’Italia ed evitare tragedie nel Mediterraneo”, dice il Commissario UE per gli Affari intertni, Dimitris Avramopoulos, che ha la competenza in qualsiasi materia riguardi migrazioni e migranti. “Oggi l’Italia si trova in una situazione delicata”, riconosce, “e noi l’aiuteremo. È quello che già facciamo politicamente, finanziariamente, materialmente. Abbiamo ottenuto risultati, ma dobbiamo raddoppiare gli sforzi per ridurre significativamente il flusso”. Avramopoulos trova il tempo di bacchettare Parigi, che “può impegnarsi di più”, anche se ammette che “si è mostrata molto responsabile fin dall’inizio, ed è anche sotto pressione, in particolare a Calais”. Sotto accusa finiscono i contributi degli Stati al fondo per l’Africa, nato per contribuire alla lotta alle cause profonde delle migrazioni, come povertà, disoccupazione e qualità della vita generalmente bassa. “Roma ha sbloccato 4 milioni di euro, la Germania 50 milioni e la Francia solo 3. È una cifra molto bassa”.

Related News

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Copyrıght 2013 FUEL THEMES. All RIGHTS RESERVED.