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Migranti, Germania: porte chiuse ai siriani

La Germania ha ripreso ad applicare gli accordi di Dublino “anche per i cittadini siriani”. Lo ha annunciato oggi un portavoce del ministero dell’Interno di Berlino.

Lo Stato più ricco d’Europa aveva smesso di seguire il regolamento UE lo scorso agosto, quando la Cancelliera federale Angela Merkel aveva annunciato la disponibilità ad accogliere tutti i profughi del conflitto siriano che si fossero presentati in Germania.

Dallo scorso 21 ottobre, invece, le autorità tedesche hanno ricominciato a seguire alla lettera il regolamento europeo, che assegna gli oneri dell’accoglienza dei profughi al primo Stato UE dov’è stato registrato il loro ingresso.

Le norme contenute nel regolamento – ricalcate sull’accordo firmato 25 anni fa a Dublino e da allora più volte aggiornate – riprendono a valere per tutti i paesi di provenienza, inclusa la Siria, e per tutti gli Stati UE a eccezione della Grecia, tappa obbligata della rotta balcanica seguita dai disperati in fuga dalle guerre che devastano il Medio Oriente.

Secondo Frontex, l’agenzia UE che si occupa della sorveglianza dei confini comunitari, in Grecia sono sbarcati più di 540 mila migranti nei primi dieci mesi di quest’anno: circa tredici volte quelli arrivati nello stesso periodo del 2014. Tra di loro, la nazionalità più rappresentata è quella siriana, ma nelle ultime settimane è aumentato il numero degli afghani.

Secondo dati dell’ONU aggiornati alla fine di agosto, la guerra civile in Siria, in corso dal 2011, ha costretto più di quattro milioni di persone a fuggire oltreconfine. La maggioranza ha trovato accoglienza in campi profughi in Libano e Turchia.

Intanto i media francesi hanno riferito che negli scontri degli ultimi giorni al porto di Calais, dove sono accampati circa seimila migranti in attesa di imbarcarsi alla volta del Regno Unito, sono rimasti feriti ventisette agenti di Polizia, quasi tutti in modo lieve. Sedici di loro sono rimasti feriti negli scontri scoppiati nella notte fra domenica e lunedì, mentre gli altri 11 nelle prime ore di stamattina.

F.M.R.

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