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Migranti, la Merkel spacca Germania e Ue

Il fenomeno migratorio “impegnerà la Germania anche in futuro e cambierà il Paese. Dobbiamo fare in modo che il cambiamento sia positivo”. A dirlo è la cancelliera federale tedesca, Angela Merkel, nel discorso con cui ha ringraziato i cittadini per l’accoglienza riservata alle decine di migliaia di profughi arrivati dal Medio Oriente attraverso i Balcani, l’Ungheria e l’Austria.

La Cancelliera ha ringraziato in particolare “i comuni, la Deutsche Bahn (l’amministrazione ferroviaria federale, NdR), le forze dell’ordine, gli operatori e i cittadini che con i loro segnali di benvenuto hanno dato un’immagine della Germania che ci rende ancora un po’ più orgogliosi del nostro Paese”.

Secondo BBC online, la Germania ha stanziato sei miliardi di euro per l’accoglienza ai migranti: tre miliardi, come già annunciato nei giorni scorsi, saranno ripartiti fra i Länder e gli enti locali, il resto andrà ai piani d’accoglienza organizzato a livello federale.

D’altra parte il numero dei migranti che hanno raggiunto la Germania negli ultimi giorni, dopo l’annuncio da parte della Cancelliera di voler concedere asilo a tutti i profughi siriani, è più alto del previsto e ha portato le strutture d’accoglienza al limite della loro capacità. Solo nell’ultimo fine settimana, secondo la portavoce Simone Hilgers, dai treni provenienti dall’Ungheria sono arrivate a Monaco di Baviera almeno ventimila persone.

Non tutti i tedeschi, però, condividono le posizioni della Cancelliera, e da quando è aumentato il numero dei profughi in cerca di asilo si sono fatti più frequenti anche i gesti di intolleranza ai loro danni. In diverse città, gruppi di neonazisti hanno tentato di salutare l’arrivo dei treni dei migranti con manifestazioni xenofobe. Non ci sono riusciti – in alcuni casi perché sono intervenute le forze dell’ordine, in altri anche solo per l’opposizione di privati cittadini – ma almeno in un caso, a Dortmund, si sono scontrati con una contromanifestazione di sinistra, con un bilancio finale di cinque feriti – tre poliziotti, un manifestante e un passante – e quattro arresti.

Ci dovrebbe essere la mano di sconosciuti xenofobi anche dietro l’incendio che stamattina ha danneggiato tre blocchi abitativi destinati a ospitare i richiedenti asilo a Ebeleben, in Turingia. Qui gli inquirenti si sono detti convinti che si sia trattato di un attacco a sfondo politico e non di un incidente. Ma desta sospetti anche un altro incendio scoppiato stanotte a Rottenburg, non lontano da Stoccarda, in una struttura abitativa temporanea che ospitava 80 profughi. Tre ospiti del centro sono rimasti intossicati dal fumo, altri due hanno riportato ferite alle gambe saltando dalle finestre.

Sull’accoglienza dei migranti sono tutt’altro che unanimi anche i pareri dei governi europei. Infatti, se oggi il presidente del Consiglio Matteo Renzi, dopo aver parlato al telefono con Angela Merkel, ha espresso soddisfazione per il “cambio di passo significativo” di Berlino, il suo collega ungherese Viktor Orbán ha concesso un’intervista alla tv austriaca ÖRT in cui ha di nuovo invitato i governi europei a “chiudere le frontiere” per evitare l’arrivo di “milioni di migranti”.

Ieri, un portavoce della polizia ungherese aveva minacciato di arrestare per traffico di esseri umani i circa 300 automobilisti che avevano deciso, coordinandosi sui social network, di aiutare i migranti a superare la frontiera con l’Austria. In realtà, quando i volontari sono arrivati al confine la polizia non è intervenuta.

Di politiche di accoglienza ha parlato anche il segretario generale ONU Ban Ki-Moon, in una serie di colloqui telefonici con “leader europei” la cui identità non è stata resa pubblica. L’auspicio di Ban, secondo quanto ha affermato un suo portavoce, è che ogni manifestazione di xenofobia, discriminazione e intolleranza sia affrontato con forza e senza indugi.

La Commissione europea deciderà in materia il prossimo 14 settembre in un vertice straordinario. Oggi, intanto, il quotidiano spagnolo El País ha pubblicato un pacchetto di misure che la Commissione proporrà ai governi europei.

Secondo quanto sostiene il quotidiano di Madrid, gli specialisti di Bruxelles starebbero studiando un nuovo piano di ricollocamento per 120 mila rifugiati, che si aggiungerebbero ai 40 mila interessati dal piano già approvato a maggio. Di questi, circa 31 mila dovrebbero essere ospitati in Germania, 24 mila in Francia, 15 mila in Spagna, mentre l’Ungheria dovrebbe essere dispensata da nuovi obblighi.

Di questi 120 mila, i migranti che hanno ricevuto la prima accoglienza in Italia dovrebbero essere 15.600. Con i 24 mila già inclusi nel piano di maggio, il totale dei rifugiati ricollocati dal nostro Paese arriverebbe a 39.600.

Il piano dovrebbe costare circa 780 milioni di euro e avrebbe incontrato il favore della maggioranza dei governi, incluso quello polacco, che fino a pochi giorni fa era schierato con il fronte dei contrari.

Il piano pubblicato da El País – e confermato in sostanza da fonti UE – ha però destato anche perplessità: ad esempio è stato fatto notare che il numero di 120 mila rifugiati è pari ad appena il 36% degli ingressi registrati in Italia, Grecia e Ungheria.

Filippo M. Ragusa

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