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Missioni, ok al finanziamento con i tagli della Lega

1370-1Il consiglio dei ministri ha varato il decreto per il rifinanziamento delle missioni militari italiane all’estero. “Abbiamo appena votato all’unanimità il decreto che rifinanzia tutte le missioni internazionali” dichiara il ministro della Difesa, Ignazio La Russa con il ministro Roberto Calderoli. Dopo che era arrivato lo stop della Lega che aveva annunciato la propria contrarietà ad un decreto in tal senso, minacciando anche la richiesta di una verifica della maggioranza, il nodo delle missioni è stato oggetto di un vertice di governo con il premier, i ministri Calderoli, Maroni, La Russa, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta.

“L’Italia è un forte alleato della Nato ed un finanziatore affidabile dell’Alleanza”. Questa la risposta del portavoce della Nato, Oana Lungescu, alla domanda di un giornalista sui tagli decisi dal governo italiano al rifinanziamento delle missioni all’estero. “Continueremo a contare sul supporto dell’Italia, come degli altri Stati partner che qualche giorno fa hanno deciso di prorogare di 90 giorni la missione in Libia – ha aggiunto la portavoce della Nato – dandoci quindi la sicurezza di poter disporre di risorse sufficienti” Nel corso della conferenza svoltasi nel Jfc Naples dell’Alleanza, in videoconferenza con Bruxelles, la portavoce ha aggiunto che “nella riunione del Consiglio Atlantico molti Paesi alleati hanno deciso di aumentare l’impegno in risorse e uomini”. Da parte sua il portavoce militare della Nato per l’operazione Unified Protector, tenente colonnello Mike Bracken, ha detto: “Per delle risorse e dei mezzi che vengono a mancare altri si affacciano all’orizzonte”. Dopo un lungo incontro a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, con i ministri La Russa, Calderoli, Frattini, Maroni, Tremonti ed il sottosegretario Letta è stato deciso che l’importo sarà di circa 700 milioni di euro comprensivo degli ulteriori tre mesi di impegno in Libia. I tagli sono stati di circa 200 milioni. “Dei 9950 militari attualmente impegnati, 2078 uomini rientreranno a casa entro fine anno” a dirlo è stato sempre Calderoli. “Ho apprezzato che dei 2078 uomini che torneranno a casa 100 provenigono dalla missione Libica, che ci sarà un ridimensionamento di un terzo dei costi di quella missione (da 142 mln del primo trimestre a 58 mln), che in un decreto che rifinanzia le missioni semestralmente, per la Libia il rifinanziamento sia fino a settembre 2011, quindi è stato recepito il nostro sollecito”. 
”Io non avrei fatto neanche i primi tre mesi” di guerra in Libia perché “prima penso ai nostri pensionati, alle famiglie e alle aziende; poi alle missioni” ha dichiarato ancora il ministro della Semplificazione normativa a Palazzo Chigi. Maroni – secondo quanto si apprende – ha firmato il decreto per il rifinanziamento delle missioni militari solo dopo aver ottenuto l’ok in Consiglio ad una ordinanza che assegna 440 milioni di euro alla Protezione civile che sta gestendo l’emergenza profughi. In più, sempre secondo quanto si apprende, Maroni ha avuto il via libera al prolungamento del pattugliamento delle navi della Marina Militare davanti alle coste tunisine fino al 31 dicembre. “Abbiamo ridotto essenzialmente il costo relativo alla Libia: da 142 milioni che era il costo del primo semestre siamo passati a meno di 60 milioni per il secondo semestre” dichiara La Russa. “Abbiamo studiato un meccanismo che non rende necessaria la presenza della nave Garibaldi con i suoi tre aerei nella zona – spiega – Ciò comporta la riduzione di quasi mille uomini di equipaggio. L’impegno resta identico perché i tre aerei saranno sostituiti dagli aerei nelle basi con impiego di attività più flessibili, cioé anche missioni”. “Abbiamo ritirato un’altra nave – conclude la Russa – che era in attività antiterrorismo che era lì dal 2001”. “In assenza dell’azione del contingente italiano in Libia, senza la protezione data ai civili, i principali centri della Cirenaica sarebbero stati raggiunti dalle truppe di Gheddafi”. Lo ha sottolineato, durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa aggiungendo che senza i militari italiani “ci sarebbe stata una carneficina e anche un aumento del numero di sfollati che avrebbe ingrossato il numero di chi scappa dalla propria, terra per salvarsi”. “In Afghanistan dobbiamo valutare nel 2012 una modifica dell’impegno, non intesa come ritirata ma proprio per il successo che ha avuto la nostra missione”. Ha aggiunto il ministro della Difesa. “Sotto lo stimolo degli amici della semplificazione e di Calderoli e dopo il lavoro dello staff della Difesa e del Cdm annunciamo che, ferme restando tutte le missioni, il costo complessivo scende di circa 120 milioni di euro, passando dagli 811 del semestre scorso a 694”. “Mi preme soprattutto sottolineare che non abbiamo tagliato neppure di una virgola i costi della sicurezza dei nostri soldati, anzi abbiamo stanziato 15 milioni in più per loro” dichiara La Russa, ma è chiaro che nel Pdl è caos.

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