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Mobilitazione per Greenpeace, la Russia libera gli attivisti

17 mila utenti Twitter hanno chiesto a Letta di agire per la liberazione degli Arctic3o. 59 sindaci firmano la Dichiarazione di solidarietà per gli attivisti Greenpeace arrestati per la protesta contro la piattaforma Gazprom.

greenpeaceOltre diciassettemila utenti di Twitter hanno mandato il loro appello elettronico al presidente del Consiglio Enrico Letta per chiedere la liberazione degli attivisti arrestati in Russia per aver protestato contro la piattaforma petrolifera Gazprom. A loro si sono aggiunti anche 59 sindaci di tutta Italia che hanno firmato la Dichiarazione di solidarietà a Greenpeace. Tra loro, ci sono i primi cittadini di Napoli, Milano, Torino, Palermo, Bari, Udine, Perugia, Pescara, Pisa, Bergamo, Campobasso, Lucca, Massa, Ravenna, Pesaro e Urbino.

”Ringraziamo i 59 sindaci per aver preso posizione a favore dell’ attivismo non violento e contro le trivellazioni nell’Artico – ha dichiarato Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia – Chiediamo al primo ministro Enrico Letta e ai politici di tutta Italia di seguire questo esempio e di rendere pubblico il proprio sostegno, così come hanno già fatto 139 parlamentari e altre personalità del mondo della cultura e dello spettacolo”.

Ad oggi, le autorità russe hanno deciso di rilasciare su cauzione sei attivisti, mentre hanno confermato l’estensione di tre mesi di carcerazione preventiva per un altro attivista, l’australiano Colin Russell. Le udienze per tutti gli altri sono ancora in corso. Gli attivisti rimangono imputati di vandalismo e di pirateria.

Ripercorrendo i fatti, il 18 settembre scorso, attraverso un’azione dimostrativa e pacifica alla piattaforma di estrazione petrolifera Prirazlomnaya, nella Russia Artica, per salvare l’Artico dalle trivelle della Gazprom, il gruppo di volontari Arctic30, attivisti Greenpeace ormai da anni, viene fermato violentemente, con colpi d’arma da fuoco, dalla Guardia costiera russa. Segue l’arresto immediato di due degli attivisti entrati in azione, con fermo successivo di tutto l’equipaggio dell’Arctic Sunrise, l’imbarcazione di Greenpeace simbolo della campagna “Save the Arctic”. “Pirateria” e “teppismo” sono le ipotesi di reato, che in Russia prevedono fino a 15 anni di detenzione.

Oggi il tribunale di San Pietroburgo ha deciso il rilascio su cauzione dell’attivista Ana Paula Maciel insieme al neozelandese David John Haussmann e dell’argentino Miguel Hernan Perez Orzi. I tre potranno lasciare il centro di detenzione pre-processuale dopo il pagamento, ciascuno, di due milioni di rubli (61.500 dollari). Per loro, come per gli altri tre russi rilasciati ieri, sempre su cauzione, resta in piedi l’accusa di vandalismo.

Nel frattempo, ha preso il via al tribunale di Kalinski della città l’udienza per l’italiano Cristian D’Alessandro.

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